giovedì 30 aprile 2009

Viaggio in Europa. Qualche link utile

Vi segnalo qualche link che può servirvi per continuare o perfezionare il vostro lavoro.
Cercate bene il vostro paese o le città che vi interessano perchè gli indirizzi sono in ordine sparso,visto che sto aggirnando il blog man mano che trovo qualcosa.
E' sufficiente che clicchiate sull'indirizzo per visualizzare la pagina che vi interessa.
Buon primo maggio.
Prof. Galati



Copenaghen : http://viaggi.libero.it/week-end/a-caccia-di-design-ne1190.phtml


Regno Unito: http://www.visitbritain.it/ 


Londra: http://viaggi.libero.it/news/tutti-a-londra-ne1207.phtml


Scozia: http://international.visitscotland.com/it/


Galles: http://www.medioevo.com/index.php?option=com_medioevocontent&task=view&id=304&Itemid=54&limit=1&limitstart=13〈=it

 

Barcellona: http://viaggi.libero.it/week-end/barcellona-tricolore-ne1160.phtml

 

Spagna: http://viaggi.libero.it/week-end/primavera-valenciana-valencia-spagna-ne1335.phtml

 

http://viaggi.libero.it/week-end/siviglia-ole-ne902.phtml

 

http://viaggi.libero.it/week-end/pamplona-aca-toro-ne762.phtml

 

http://viaggi.libero.it/week-end/tutta-un-altra-ibiza-ne624.phtml

 

Islanda: http://viaggi.libero.it/il_viaggio/islanda-viaggio-geyser-iceberg-balene-vulcani-fiordi-ne1354.phtml


http://www.visiticeland.com/default.asp?cat_id=752

 

Finlandia: http://viaggi.libero.it/il_viaggio/alla-scoperta-di-babbo-natale-ne1123.phtml


http://www.visitfinland.com/w5/it/index.nsf/(pages)/index

 

Amsterdam: http://viaggi.libero.it/il_viaggio/amsterdam-in-bici-ne554.phtml

 

http://viaggi.libero.it/week-end/ad-amsterdam-per-la-festa-arancione-ne621.phtml


Paesi Bassi: http://www.holland.com/it/

 

Irlanda: http://viaggi.libero.it/il_viaggio/magica-irlanda-ne581.phtml


http://www.discoverireland.com/it/

 

Budapest: http://viaggi.libero.it/week-end/budapest-a-suon-di-musica-ne541.phtml

 

Berlino: http://viaggi.libero.it/week-end/la-lunga-notte-di-berlino-ne517.phtml

 

Francia: http://viaggi.libero.it/il_viaggio/a-zonzo-in-provenza-ne561.phtml

 

http://viaggi.libero.it/week-end/avignone-perla-della-provenza-ne796.phtml

 

http://viaggi.libero.it/week-end/loira-bicicletta-piste-ciclabili-francia-pedalando-ne1356.phtml

 

http://viaggi.libero.it/week-end/provenza-francia-picasso-ne1348.phtml

 

http://viaggi.libero.it/week-end/cannes-non-solo-festival-ne637.phtml

 

Norvegia: http://viaggi.libero.it/il_viaggio/in-moto-tra-i-fiordi-ne552.phtml

http://www.amb-norvegia.it/travel/

 

Austria: http://viaggi.libero.it/week-end/villach-perla-carinzia-natura-lago-terme-relax-ne1376.phtml

 

http://viaggi.libero.it/week-end/vienna-stile-e-tendenze-ne728.phtml


http://www.austria.info/xxl/_site/it/_area/420190/home.html

 

Belgio: http://viaggi.libero.it/week-end/anversa-antico-moderno-schelda-momu-paper-fashion-ne1316.phtml


http://www.belgio.it/

 

Svizzera: http://viaggi.libero.it/week-end/ginevra-capitale-dell-auto-ne1269.phtml

 

http://viaggi.libero.it/week-end/basilea-non-solo-calcio-ne677.phtml


http://www.myswitzerland.com/it.cfm/home


Grecia: http://www.ente-turismoellenico.com/

MIstra: http://users.libero.it/haris/Lakonia/Mistras.hti

 

Svezia: http://www.visitsweden.com/svezia/

 

Ungheria: http://www.turismoungherese.it/

 

Repubblica ceca: http://www.czechtourism.com/ita/it/docs/holiday-tips/news/index.html


 Slovacchia: http://www.laslovacchia.it/turismo.htm


Ucraina: http://www.ucrainaviaggi.com/blog/tag/turismo/

 

Bulgaria: http://www.bulgaria-italia.com/bg/info/turismo/

 

Danimarca: http://www.visitdenmark.it/italien/it-it/menu/turist/turistforside.htm

 

Germania: http://www.vacanzeingermania.com/

 

Russia: http://www.russia-turismo.com/metro_mosca.html

 

Portogallo: http://www.visitportugal.com/Cultures/it-IT/default.html 

parchi del Portogallo: http://www.visitportugal.com/NR/exeres/63CA0054-C458-4BD1-B95C-8EB3AF520CBC,frameless.htm

http://www.visitportugal.com/NR/exeres/848B4ECF-A8DA-4145-A93C-81C042CDDAAD,frameless.htm

http://www.visitportugal.com/NR/exeres/7FD7C3F9-8E32-4A18-9C66-BAD7981A6D7E,frameless.htm


Slovenia: http://www.slovenia.info/it/Ente-Sloveno-per-il-Turismo.htm?_ctg_about_sto=0&lng=4


Croazia: http://www.croaziaturismo.com/

http://it.croatia.hr/Home/

http://viaggi.libero.it/week-end/delizie-di-spalato-ne655.phtml

martedì 28 aprile 2009

STORIA - Illuminismo - parte II°


I pensatori illuministi. L'economia e la politica.

Il desiderio di combattere l’ingiustizia, la miseria e l’ignoranza terrena portò gli illuministi a riflettere attentamente sull’epoca in cui vivevano.

Bisognava usare la ragione per esaminare la società, le usanze, le leggi per comprendere ciò che doveva essere cambiato e migliorato.

Fu condannata l’assurdità della guerra che il “secolo di ferro” aveva conosciuto molto bene: “tutti i vizi di tutte le età e di tutti i Paesi del globo riuniti assieme non uguaglieranno mai i peccati che provoca una sola campagna di guerra” affermò il francese Voltaire, uno dei più importanti intellettuali dell’Illuminismo.

L’economia

Alcuni studiosi cominciarono ad occuparsi anche di un argomento che in passato aveva interessato solo i sovrani e i loro ministri: l’economia.  Bisognava comprendere quali fossero le scelte migliori per aumentare la ricchezza di un Paese.


Adam Smith

Lo scozzese Adam Smith (1723-1790), considerato il fondatore di questa disciplina di studi, sosteneva che ogni individuo doveva essere lasciato libero di svolgere la propria attività (liberismo) perché, se i governi avessero evitato di intervenire con tasse e regolamenti, i commerci si sarebbero sviluppati rapidamente, portando prosperità e benessere a un numero sempre maggiore di persone.


La politica

Gli illuministi reclamarono inoltre il diritto di esprimere liberamente il loro parere e le loro critiche  anche a proposito delle leggi e del modo di governare. Se questa idea oggi può sembrare normale, nel Settecento era un’assoluta novità. Allora, eccetto che in Inghilterra (vedi il paragrafo sulla Gloriosa Rivoluzione) e nelle Province Unite, ovunque in Europa si sosteneva che  il potere dei sovrani derivasse direttamente da Dio.

Gli illuministi respinsero questo principio e affermarono che il primo dovere di un regnante era quello di garantire la felicità pubblica (cioè di tutti gli abitanti del Paese), quindi di governare nell’interesse dei sudditi.

Se questa idea era condivisa da tutti gli illuministi, non tutti erano d’accordo sul modo migliore per ottenere questo risultato.

 

Voltaire

Alcuni, come Voltaire, erano convinti che gli ideali dell’Illuminismo avrebbero affascinato anche i sovrani e che questi, ascoltando i consigli dei philosophes – così venivano chiamati gli illuministi francesi) avrebbero governato per modernizzare il loro Paese. Questa teoria fu chiamata dispotismo illuminato. (da despota à sovrano assoluto)

 

Montesquieu

Non era di questa idea il barone di Montesquieu (1689-1755). Egli era convinto che fosse necessario creare una forma di governo in cui l’autorità del re avesse limiti precisi.

Montesquieu ammirava l’Inghilterra dove il potere del Parlamento frenava quello del sovrano (ricorda la redazione del Bill of Rights dopo la Gloriosa Rivoluzione).

Secondo Montesquieu per governare un Paese dovevano essere messi in pratica tre compiti fondamentali:

- FARE LE LEGGI (potere legislativo)

- FARLE APPLICARE (potere esecutivo)

- GIUDICARE E PUNIRE chi non le rispetta (potere giudiziario).

 

Per avere un governo giusto e non oppressivo bisognava impedire che questi tre poteri fossero concentrati nelle mani di una sola persona. Andavano quindi separati e tenuti divisi.

Questa teoria, che Montesquieu scrisse nella sua opera più famosa L’esprit de lois (Lo spirito delle leggi), pubblicata nel 1748, è oggi adottata da tutti i Paesi democratici del mondo. Allora però venne ritenuta pericolosa, tant’è che, nel 1751, venne inserita nell’Indice di Libri Proibiti.

 

Jean-Jacques Rousseau

Un’idea ancora diversa era quella del ginevrino Jean Jacques Rousseau, aspramente critico nei confronti della proprietà privata e del progresso che, secondo lui sono stati la vera causa dell’infelicità umana. Affermava che l'uomo fosse, in natura, buono, un "buon selvaggio", ma che fosse stato corrotto in seguito dalla società civile e colta; vedeva questa come un prodotto artificiale nocivo per il benessere degli individui, portandoli alla degenerazione e al vizio.

“Il primo uomo che, avendo recintato un terreno, ebbe l'idea di proclamare questo è mio, e trovò altri così ingenui da credergli, costui è stato il vero fondatore della società civile. Quanti delitti, quante guerre, quanti assassinii, quante miserie, quanti orrori avrebbe risparmiato al genere umano colui che, strappando i pali o colmando il fosso, avrebbe gridato ai suoi simili: «Guardatevi dall'ascoltare questo impostore; se dimenticherete che i frutti sono di tutti e che la terra non è di nessuno, sarete perduti!»”

Rousseau era ostile alla monarchia e sosteneva che la miglior forma di governo fosse la Repubblica democratica: il popolo doveva essere il vero sovrano e quindi aveva il diritto di formulare le leggi e di scegliersi i governanti più capaci, ma anche di controllarli e allontanarli se non avessero agito per il bene pubblico.

 

 


 

 

SETTECENTO: L'Iluminismo - parte I°


L’Illuminismo

 L’illuminismo è un fenomeno culturale che si diffonde nel Settecento e tocca tutti i campi del sapere.

Gli illuministi erano degli studiosi che si occupavano di diverse discipline e spesso non condividevano la stessa opinione.

Avevano però in comune un’idea: gli uomini devono imparare a servirsi esclusivamente della propria RAGIONE per affrontare ogni tipo di problema.

 

L’illuminismo non nacque dal nulla. Esso raccolse l’eredità degli scienziati del Seicento (vedi l’Unità dedicata alla Rivoluzione scientifica). In particolare gli illuministi appresero il il metodo utilizzato da questi scienziati per studiare la natura: il metodo sperimentale. Non bisognava accontentarsi di ciò che era stato tramandato dalla tradizione, ma osservare direttamente i fenomeni della natura, scoprire tramite esperimenti le leggi che ne regolano il funzionamento ed esprimerle attraverso il linguaggio della matematica.

Anche nel Settecento quindi gli studi e le scoperte scientifiche progredirono incessantemente:

-         lo svedese Linneo e il francese Buffon approfondirono le conoscenze sule specie animali (zoologia) e vegetali (botanica);

-         l’americano Franklin e gli italiano Luigi Galvani e Alessandro Volta fecero importanti scoperte riguardo al fenomeno dell’elettricità.

 

Il laboratorio di Luigi Galvani


Gli illuministi e la religione

Inoltre questi studiosi avevano incominciato a mettere in dubbio gli insegnamenti delle Sacre Scritture, spesso affrontando la dura reazione della Chiesa (basti pensare al caso di Galileo).

Proprio riflettendo su queste difficoltà gli illuministi presero a criticare apertamente la religione.

Essi sostenevano che le Chiese (soprattutto quella cattolica) avevano ostacolato i progressi della conoscenza affermando che la verità era stata rivelata da Dio per mezzo delle Sacre Scritture e che i fedeli dovevano accettarla senza discutere.

Gli illuministi, invece, volevano sottoporre le credenze religiose all’esame della ragione. Ciò che vi era di ragionevole in esse andava conservato, il resto andava respinto in quanto frutto di superstizione.

Non tutti gli illuministi condividevano però le stesse idee in proposito:

-         alcuni (i deisti), pur criticando il clero, gli aspetti irrazionali della fede, le superstizioni e le rivalità tra fedi diverse che avevano portato alle guerre di religione, credevano nell’esistenza di un Dio buono che aveva creato l’Universo e gli aveva dato ordine;

-         altri (gli atei à da a – senza / theos – Dio) rifiutavano del tutto l’idea dell’esistenza di Dio. Questi ultimi ritenevano inutile e dannosa qualsiasi religione.

 

Anche se avevano idee differenti, ateisti e deisti erano d’accordo sul fatto che le religioni tradizionali avevano, nei secoli precedenti, causato guerre e sofferenze. Ciascuna religione infatti aveva ritenuto di possedere l’unica verità e questa convinzione aveva spinto tutte le Chiese a compiere violenze terribili contro gli avversari.

 

L’Illuminismo lottò per cambiare questa mentalità e per affermare un nuovo principio: la TOLLERANZA. Bisognava smettere di perseguitare le persone che avevano idee diverse in materia di religione: tutti dovevano poter convivere pacificamente gli uni accanto agli altri.

 

La laicità

La violenta polemica contro la religione contribuì allo sviluppo di una mentalità laica, cioè un modo di riflettere sull’uomo e sulla Natura completamente diverso da quello proposto dal cristianesimo.

Agli illuministi non interessavano il Paradiso o la salvezza dell’anima; essi si preoccupavano di cercare la strada per raggiungere il benessere e la felicità nella vita terrena  ed erano convinti che non la religione, ma la scienza e il sapere potessero garantire all’umanità un futuro d continui miglioramenti. 

STORIA: L'Italia austriaca


La guerra di Succesione spagnola.

La fine del dominio spagnolo in Italia.


 Carlo VI d'Asburgo


Nel 1700 morì senza figli Carlo II l’ultimo rappresentante degli Asburgo in Spagna.

Ebbe allora inizio una dura lotta per conquistare il trono spagnolo.

I contendenti erano due:

- Filippo d’Angiò, nipote di Luigi XIV di Francia. Quest’ultimo infatti si era imparentato con gli Asburgo sposando una principessa spagnola.

- Carlo d’Asburgo, figlio dell’imperatore e appartenente alla dinastia degli Asburgo d’Austria.

 

Il re Sole naturalmente appoggiò il nipote Filippo, ma questo fatto preoccupò diversi Paesi europei che temevano una possibile unificazione dei regni di Spagna e di Francia.

Così Carlo d’Asburgo potè contare sull’aiuto di Inghilterra, Provincie Unite, Prussia e Ducato di Savoia (lo Stato che promuoverà 150 anni più tardi l’unificazione dell’Italia).

La guerra era inevitabile.

Solo nel 1713 (pace di Utrecht) e nel 1714 (pace di  Rastadt) si arrivò a un accordo: i possedimenti spagnoli furono divisi.

La Spagna e le sue colonie andarono a Filippo, che divenne re con il nome di Filippo V. Si ebbe così il passaggio della corona iberica dalla dinastia degli Asburgo a quella dei Borbone (che regna ancora oggi nel Paese).

I Paesi Bassi spagnoli (attuale Belgio), il Ducato di Milano, il Regno di Napoli e la Sardegna furono assegnati a Carlo d’Asburgo, che nel frattempo era diventato imperatore con il nome di Carlo VI.

Anche il Ducato di Savoia aveva ottenuto dei vantaggi territoriali (la Sicilia e la provincia piemontese del Monferrato).

L’Inghilterra aveva ottenuto invece dalla Francia alcuni territori nord americani e dalla Spagna l’isola di Minorca e Gibilterra, importanti per il controllo del mar Mediterraneo.

 

Successivamente Filippo V ottenne la Sicilia dal Ducato di Savoia. In cambio offrì a quest’ultimo la Sardegna. Da allora il Ducato prese il nome di Regno di Sardegna.

Pochi anni più tardi l’Austria di Carlo VI perse molta della sua influenza in Italia, riuscendo a conservare solo il Ducato di Milano  e quello di Parma e Piacenza (più tardi conquistato dagli spagnoli).

Il Regno di Napoli e Sicilia passò a un figlio di Filippo V, Carlo III di Borbone. Inizia così, nel 1738 la dinastia borbonica dell’Italia meridionale, destinata a durare fino all’Unità d’Italia.

Gli austriaci riescono comunque a conservare una certa influenza sul Granducato di Toscana, dove si insedia la dinastia dei Lorena, imparentata con gli Asburgo d’Austria.

domenica 26 aprile 2009

Il diario della 2° C

Settimana dal 20 al 24 aprile

Lunedì 20: tutto normale fino all’ultima ora. Mancava la prof Molteni, come lunedì scorso, allora è venuto in supplenza il prof Ercolano che ci ha portati fuori in giardino. E’ stato divertente!

Martedì 21: giornata molto speciale, era il compleanno del prof Galati. Abbiamo deciso di fargli una sorpresa con tanto di regalo e pasticcini. Gli abbiamo regalato un libro e una penna. Appena lo abbiamo visto arrivare ci siamo nascosti sotto i banchi e abbiamo tirato giù le veneziane. Quando è entrato abbiamo urlato “auguri”. Prima dei regali è entrato D.C che aspettava fuori dalla porta con un cartello con scritto auguri appeso al collo e delle mollette nei capelli. Era proprio buffo! Abbiamo festeggiato insieme al prof ed era molto felice, ha detto che si è commosso.

Mercoledì 22: giornata piuttosto normale e molto, molto noiosa.

Giovedì 23: alla 6° ora, durante la spiegazione di un problema D.C. ce ne regala un’altra delle sue. Mentre si dondolava come al solito sulla sedia cade secco a terra. Si è sentito un grande rumore immediatamente seguito dalle nostre risate.

Venerdì 24: nell’intervallo tra la 5° e la 6° ora si è intrufolato nella nostra classe Bergantino, della 3°c. si è seduto all’ultimo banco vicino a S.B. al posto di F.B il prof Galati in un primo momento non si è accorto di lui, poi quando lo ha visto ha esclamato “oh no! Ancora tu!” e tutti sono scoppiati a ridere. 

Biografi: L.A. & G.C.


sabato 25 aprile 2009

STORIA: Il Seicento, Secolo dell'Assolutismo


Il secolo dell’Assolutismo

La Francia del Re Sole

Il Seicento è anche il secolo in cui si afferma un modo di governare chiamato assolutismo.

Questo ebbe particolare successo in Francia, sotto il regno di re Luigi XIV, dello il Re Sole.


Luigi XIV

Re Luigi voleva eliminare ogni limite alla sua autorità e, per conseguire questo obiettivo, cercò di eliminare diverse antiche tradizioni.

Un limite al potere del re era rappresentato dalle Assemblee degli Stati Generali (1° Stato = clero; 2° Stato = aristocrazia; 3° Stato = cittadini, professionisti…). Gli Stati Generali avevano il compito di esaminare le leggi esaminate dal sovrano. Se le ritenevano ingiuste o dannose potevano criticarle e ritardare la loro entrata in vigore.

Luigi XIV stabilì che i Parlamenti erano obbligati ad approvare le decisioni del re. Al limite, dopo averle approvate potevano esprimere delle lamentele, comunque inutili, perché il re non era tenuto a prestarvi ascolto.

Il Re Sole divise la Francia in trenta zone, chiamate genéralités. In ognuna di esse inviò degli intendenti, cioè dei funzionari nominati direttamente dal re, che poteva sostituirli a suo piacimento quando non avessero eseguito i suoi ordini precisi.

Gli intendenti avevano il compito di far rispettare le leggi, di riscuotere le tasse e di amministrare la giustizia. In questo modo il re poteva esercitare il suo potere anche nelle province più sperdute della Francia.

Il re Sole, inoltre, aveva capito che per mantenere saldo il suo potere era necessario controllare strettamente la nobiltà. Luigi XIV infatti non si fidava affatto dei nobili, che più volte, nel corso del ‘600 avevano organizzato rivolte contro i re di Francia.

Con essi il re usò la tattica del bastone e della carota: tolse a loro gli incarichi di governo più importanti e delicati, affidandoli solo a persone di stretta fiducia e di provenienza non aristocratica.; allo stesso tempo li coprì di onori e ricchezze, ma costringendoli a vivere nella lussuosissima nuova corte di Versailles, dove poteva controllarli strettamente.

La reggia di Versailles


Un atto molto grave compiuto da re Luigi XIV nel 1685, fu la revoca (ritiro, cancellazione) dell’Editto di Nantes, proclamato, come abbiamo già visto, da suo nonno, Enrico IV (vedi sopra). Il re, che era cattolico, non voleva che esistesse nel suo regno il diritto a praticare religioni diverse dalla sua. In questa maniera circa 200.000 ugonotti, a cui non era più permesso praticare la propria religione, fuggirono dalla Francia verso i Paesi protestanti: per il Paese fu un grave danno, perché tra gli ugonotti vi erano molti banchieri, imprenditori e commercianti abili e ricchi.

Il re Sole desiderava fare della Francia il Paese più potente d’Europa. Per far questo era necessario creare un grande esercito. E così fece: tra il 1664 e il 1703 l’esercito francese passò dai 45.000 soldati ai 400.000, il più grande d’Europa. E nemmeno Luigi aveva intenzione di lasciare i suoi soldati con le mani in mano: dei 54 anni del suo regno, ben 37 furono segnati da guerre! Se in un primo momento la Francia ottenne grandi successi soprattutto ai danni dell’ormai debole Spagna, questa politica aggressiva fece si che numerosi paesi europei si alleassero contro il re Sole, per cui egli non riuscì a raggiungere risultati di grande importanza. Oltretutto le guerre costano e per poterle fare bisognava inasprire le tasse, danneggiando gravemente i sudditi tenuti a pagarle (il Terzo Stato).

Altri sovrani assoluti

Altri sovrani europei cercarono di imitare, con maggiore o minore fortuna, il modello del Re Sole. Le parole d’ordine erano:

-         creare un forte esercito di professionisti ben addestrati.

-         Creare una burocrazia efficiente e fidata, come quella degli intendenti francesi, affinchè le tasse fossero pagate e gli ordini del re rispettati.

-         Limitare i privilegi e il potere dei nobili e del clero.

 

Questi tentavi ebbero successo in Prussia e in Russia.

La Prussia era uno dei principati elettivi del Sacro Romano Impero, ma dopo la guerra dei Trent’Anni i suoi governanti, gli Hoenzollern, ottennero la carica di re. Molto più tardi, nel 1871, dal regno di Prussia nacque la moderna Germania.

La Russia era un paese molto arretrato rispetto alle nazioni dell’Europa occidentale. Nel 1689 salì al trono lo zar (imperatore) Pietro I, detto il Grande. Egli era affascinato dalla cultura europea, in particolare da quella olandese, che si sforzò in tutti i modi di introdurre in Russia, scontrandosi duramente con gli aristocratici. Per sforzarsi di avvicinare il suo Paese all’Occidente fece edificare una nuova capitale sulle rive del mar Baltico, la città a cui diede il suo nome: Pietroburgo (nome che cambiò più volte nel corso della storia: San Pietroburgo, Pietrogrado, Leningrado e, ancora, San Pietroburgo, come si chiama oggi).

Molto più sfortunato fu il tentativo del re d’ Inghilterra, Carlo I Stuart. Anche in questo Paese il re, prima di Luigi XIV, cercò di limitare il potere delle assemblee, che qui si chiamavano Parlamenti, ed avevano una composizione diversa rispetto agli Stati Generali francesi.

I Parlamenti in Inghilterra erano molto più forti che in Francia e riuscirono ad opporsi fermamente alle intenzioni del re di governare senza consultarli. Da questo scontro nacque, nel 1641, una violenta  guerra civile che assunse anche caratteristiche religiose. Carlo I era un sostenitore della religione anglicana, mentre i ribelli, guidati da Oliver Cromwell, erano soprattutto  puritani (la variante inglese del calvinismo). 


Oliver Cromwell


Cromwell era un abilissimo comandante militare e il suo esercito riuscì a sconfiggere quello del re che fu imprigionato e condannato a morte nel 1649.


CentraLa decapitazione di Carlo I Stuart


Nel Paese fu proclamata la Repubblica, ma in realtà Cromwell governò fino al 1658 da vero dittatore, quasi da sovrano assoluto, tanto che gli inglesi, delusi dall’esperienza repubblicana, offersero il trono al figlio del re che avevano ucciso, Carlo II. Ancora una volta però i contrasti con il Parlamento si fecero sentire e divennero insopportabili sotto il regno di Giacomo II, fratello di Carlo II. Non solo questi pretendeva di governare da solo, ma si era anche convertito al cattolicesimo, cosa che faceva temere agli inglesi nuove guerre di religione.

Giacomo tentò di governare senza il Parlamento perché considerava il proprio potere ilimitato, assoluto. Il Parlamento giudicò inaccetabile il comportamento del re e, nel 1688, decise di cacciarlo. Fu chiamato in aiuto lo staolder (capo di Stato) olandese Guglielmo III d’Orange, marito della figlia di Giacomo II, Maria Stuart.

Lo statolder sbarcò in Inghilterra con il proprio esercito, ma al suo arrivo il re era già fuggito: il Parlamento era riuscito a liberarsi del sovran senza versare una goccia di sangue, per questo l’avvenimento benne chiamato Gloriosa Rivoluzione.


La Camera dei Comuni,  

una delle due assemblee del Parlamento inglese


Guglielmo e Maria vennero proclamati sovrani, ma prima di essere incoronati dovettero giurare di rispettare la Dichiarazione dei Diritti (Bill of Right) preparata dal Parlamento.

In questo documento si diceva che l’assemblea parlamentare aveva il diritto di:

-         approvare o respingere le nuove tasse proposte dal re

-         fare le leggi (potere legislativo)

 

Inoltre i sovrani dvevano garantire ai sudditi alcuni diritti fondamentali:

-         il diritto di non essere arrestati arbitrariamente (libertà personale)

-         il diritto di dire e pubblicare il proprio parere senza essere puniti (libertà d'espressione e di stampa)

-         la libertà di religione (che però non valeva per i cattolici)

 

Era nato uno Stato di tipo nuovo, unico in Europa: il re governava insieme al Parlamento che rappresentava il popolo inglese e limitava il potere del re.

In realtà solo i sudditi più ricchi avevano il diritto di eleggere i propri membri al Parlamento.

Si era cancellata la vecchia idea che il re derivasse i propri poteri da Dio e che quindi aveva il diritto di governare senza alcun limite. Da quel momento si iniziò a sostenere che il re riceveva il diritto di governare dai propri sudditi e che quindi dovesse rendere conto a loro.

martedì 21 aprile 2009

il diario della 2° C

21 aprile 2009

E’ da quasi 9 anni che bazzico per le scuole, ma una festa di compleanno a sorpresa organizzata dagli alunni non mi era mai capitata! Che dire… sono commosso.
Molto sexy D.C. nella sua tenuta da “coniglietto”, anzi “puledrino”, con tanto di cartiglio di auguri appeso al collo… Ma come vi vengono?
Temo proprio che mi mancherete… Un grande abbraccio a tutti: vi voglio bene.

Prof. Galati