lunedì 2 marzo 2009

Storia: lo scandalo delle indulgenze e le 95 tesi di Martin Lutero


Il papa Leone X tra due cardinali in un ritratto di Raffaello

Nel 1514 Alberto di Brandeburgo, già vescovo di Magdeburgo e Halberstadt, chiese di poter essere eletto arcivescovo della più importante diocesi della Germania: Magonza.
Teoricamente era proibito accumulare tante cariche ecclesiastiche, ma papa Leone X acconsentì alla richiesta di Alberto in cambio del pagamento di una grossa somma di denaro (simonia) che doveva servire alla Chiesa per la costruzione della nuova basilica di San Pietro a Roma.
Per poter pagare questa somma l’arcivescovo chiese un prestito ai potenti e ricchissimi banchieri Függer.
Come restituire questa somma? Alberto concordò con il papa la possibilità di aprire una vendita di indulgenze: una parte del ricavato sarebbe servita per pagare il debito contratto con i Függer, un’altra parte sarebbe stata versata nelle casse del papa per finanziare la costruzione di San Pietro, alla cui realizzazione parteciparono artisti come Michelangelo e Raffaello.




La basilica di San Pietro a Roma come si presenta oggi


La vendita delle indulgenze si aprì nel 1517.
Martin Lutero, professore di teologia all’Università della città tedesca di Wittemberg, criticò fortemente questa pratica, scrivendo 95 tesi che, tradotte in tedesco, vennero esposte sulla porta della cattedrale di Wittenberg e, successivamente, ampiamente diffuse.

Martin Lutero


Vediamo alcune delle Tesi di Lutero:


1) Si deve insegnare ai cristiani che è meglio dare a un povero o fare un prestito a un bisognoso che acquistare indulgenze.
2) Occorre insegnare ai cristiani che chi vede un bisognoso e trascurandolo dà per le indulgenze si merita non l'indulgenza del papa ma l'indignazione di Dio.
3) Si deve insegnare ai cristiani che se non abbondano i beni superflui (se non sono ricchi), debbono tenere il necessario per la loro casa e non spenderlo per le indulgenze.
4) Si deve insegnare ai cristiani che se il papa conoscesse le esazioni (riscossioni di denaro) dei predicatori di indulgenze, preferirebbe che la basilica di S. Pietro andasse in cenere piuttosto che essere edificata sulla pelle, la carne e le ossa delle sue pecorelle (i fedeli).
5) Si deve insegnare ai cristiani che il papa, come deve, vorrebbe, anche a costo di vendere - se fosse necessario - la basilica di S. Pietro, dare dei propri soldi a molti di quelli ai quali alcuni predicatori di indulgenze estorcono (prendono con l'inganno) denaro.
6) Chi invece si oppone alla cupidigia e alla licenza del parlare (modo di parlare volgare e ingannevole) del predicatore di indulgenze, sia benedetto.
7) Ritenere che le indulgenze papali siano tanto potenti da poter assolvere un uomo, anche se questi, per un caso impossibile, avesse violato la madre di Dio (alcuni predicatori sostenevano che persino chi avesse fatto violenza alla Madonna avrebbe potuto salvarsi grazie alle indulgenze), è essere pazzi.
8) Al contrario diciamo che i perdoni papali non possono cancellare neppure il minimo peccato veniale (peccato piccolo, di poca importanza).
9) perché il papa non vuota il purgatorio a motivo della santissima carità e della somma necessità delle anime, che è la ragione più giusta di tutte, quando libera un numero infinite di anime in forza del funestissimo (dannoso, causa di guai) denaro dato per la costruzione della basilica, che è una ragione debolissima?
10) perché il papa le cui ricchezze oggi sono più opulente (enormi, grandissime) di quelle degli opulentissimi Crassi (famiglia romana famosa per la sua ricchezza ai tempi di Giulio Cesare), non costruisce una sola basilica di S. Pietro con i propri soldi invece che con quelli dei poveri fedeli?

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