lunedì 2 marzo 2009

La 2°C rilegge Camilleri. Variazioni dialettali sul romanzo "Il cane di terracotta"


Andrea Camilleri


Il commisario e i so omeni iera appostai de drio a na caseta per far una irusion.
I dovea caturar un brigante che ni voea che a notisia se faseva granda quindi al gaea fato una corusion al commissario.
Bagon e Firmin ierano entrai nea caseta mentre il commissario iera andà de drio e perse a soa pistoea. Nel tsercarla iera ingambarà in un fior. Se arabiò e vusò bestemie: se era smacià de roso.
Quando Bagon al gaea domandà: “Situ fato mal?”, lu rispose: “No, no. L’è nient.”
Intanto nea caseta Bagon e Firmin ierano a tsercar el brigante. Ala fine io ga catà e io gà portà in comisarià de polisia.
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R.C.
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ER COMMISSARIO FABBRIZI
Fabbrizi co’ i suoi aiutanti, sta nascosto vicino a na casaccia pe catturà un latitante.
Fabbrizi se guardò er maresciallo Lucchini e iè disse:-Voi anna?- E Lucchini co tre zompi arrivò accanto alla casaccia.
Se guardarono nell’occhi e tutti e due se misero d’accordo su quello che dovevano fa. S’accostarono a tre passi dalla porta che non era tanto resistente e con un colpo la buttarono giù e riuscirono a entrà. Ce trovarono dentro er delinquente Curci che co no zompo cercò de acchiappà er mitra, ma er commissario Fabbrizi iè disse:-Te voi fermà o sparo en nome della legge!- Er commissario sparò tre corpi in arto e Curci se bloccò. Da fori l’artri poliziotti sentirono i corpi de rivortella e cominciarono a sparà.
Tutti dentro la casa erano rimasti storditi dai botti, quanno an tratto arriva Maltese a mettece er carico da undici e dice:- Fermo o sparo!- Ma spinto dall’artri du colleghi intruppa er naso contro er muro. Lucchini vede Maltese sanguinante e se spaventa, ma lui lo rassicura dicendogli che aveva sbattuto er naso contro er muro.
Subito dopo irrompono nella casa e Maltese ammanetta er boss Curci, mentre Lucchini tiene er mitra in mano.
Appena tutti se ne sono annati er commissario Fabbrizi rientra nella casa, apre la credenza, prende na bottiia de vino de li Castelli Romani e se la scola sotto l’ombra dell’arancio.
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D.C.
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Erano già cinque minuti che Olteanu aspettava George e Vasile che dovevano essere appostati dietro alla casuta nei pressi del piccolo paesino di Piatra-Soimulu. Gli sembrava di essere diventato un personaggio da film di gangster, e non vedeva l'ora di dare il segnale di alzare il sipario perchè il commissario, all’insaputa dei suoi agenti si era messo d’accordo con il boss Mihai per inscenare la cattura. Disse a Vasile:"Esti gata?", Sei pronto? "Gata" gli rispose Vasile nervoso. Trattandosi di un' insenare, Olteanu non esitò e ordinò all'agente di andare. Come lanciato da una molla compressa allo stremo, quasi non toccando terra, Vasile con tre salti arrivò alla casuta, si appiattì contro al muro alla stinga, alla sinistra, della porta. Vasile impugno' bene il mitra e fece semn al comisarul che era pronto per la seconda parte. Olteanu allora ando' verso George e Vasile che gli disse che li copriva lui. Con uno stacco di terra deciso ed equilibrato Olteanu fece un salto da professionista. Alla partenza del secondo salto da diritto che era, Olteanu si inclino' come la Colonna Infinita1 e cadde pesantemente di braccia. Meno male che la cosa era finta, pensò il comisarul altrimenti Mihai avrebbe potuto abbatterli come birilli. Sparando le piu' sostanziose injurari, Olteanu si mise a cercare la pistola che prima gli era caduta dalle mani, e quando la trovo', in un cespuglio di bostani selvatici, questi gli spruzzarono la faccia di semi. Con una certa rabbiosa tristezza comisarul si rese conto che da eroe di film di gangster si era degradato a personaggio di Leana e Costel2. Olteanu e Vasile si misero d'accordo e si piazzarono a tre passi dalla porta, e vi si scagliarono con tutto il peso dei loro corpi. Comisarul si fermo', ma Vasile preso dalla violenza si scaglio' verso la camera e, per lo slancio, andò a sbattere con la faccia contro il muro affogando nel sangue che aveva preso a sgorgare per via della botta al naso. Mihai in questa situazione sparò anche lui contro la finestra. Vedendo il casino, Olteanu si mise a gridare:"Operstete sau trag!", fermo o sparo! e sparo' quattro colpi verso l'alto. George e Vasile da fuori sentivano tutta quella sparatoria e aprirono un fuoco di scoraggiamento contro la finestra. Tutti dentro la casuta erano rimasti immobilizzati e quando arrivo' anche Ion gridando anche lui:"Opritava sau trag!". Sotto gli occhi sconfortati di Olteanu i due agenti arrestarono Mihai e lo portarono in inchisoare. Comisarul rimase nella casuta, dicendo ai suoi che doveva perquisire l’edificio. Rimasto solo aprì la credenza dove si trovava la bottiglia di rachiu che aveva gia' assaggiato in compagnia di Mihai quando si erano accordati per l' insenare.

1 Colonna Infinita (in rumeno: Coloana fără sfârşit) : monumento realizzato dal grande scultore rumeno Constantin Brâncuşi, per il giardino pubblico della città di Târgu Jiu.
2 Leana e Costel:sono due peronaggi rumeni comici,più precisamente marito e moglie.


La colonna infinita

E.S. & I.A.
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Montalbano calcolò che Cattaneo e Basilico erano da cinque minuti de drè la caseta. Lui era stravacà a pancia en terra con la pistola in pugno pronto ad agire. Si sentiva un po’ ridicolo perché sapeva che era tutta una messa in scena. Infatti il mafioso Tano il greco lo aveva informato che si trovava in quel posto e voleva farsi catturare. Guardò il suo compagno Monti e gli disse che l’era l’ura de cuminciar. Allora Monti si lanciò con tre salti da ver proessinista verso la caseta e si mise a late dela porticina. Lo seguì Montalbano che però al secondo salto caddè a terra perdendo anche la pistola in un cespuglio di soffioni. Con imbarazzo la raccolse e i soffioni gli riempirono la faccia. Arrivò alla caseta con passi veloci e fece segno al compagno di sfondare la porticina, che essendo leggera e fragile si aprì di colpo. Monti andò a sbattere contro il muro della stanza, iniziando a perdere sangue al naso. Montalbano vide Tano il greco sdraià sul lett ed esclamò:” Fermo o sparo!! Mani in alto!!”. Il kalashikov l’era apugià sul tavolin, lontano dal mafioso, che per questo non oppose resistenza. Tano il greco venne catturato e lui, quando tutti se ne andarono si scolò un bel bottglion de vin, ripensando a quella falsa cattura.
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G.C. & L.A.
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Ambros e Giuan si erano appostati dedre la cà e Brambilla era steso sull’erba aspettando di dare il segnale de tirà su il sipario. Al guardava Pepin che l’era de fianc e al ga dumanda se era pronto. L’agente era molto nervoso, ma andò con tre balzi a sinister della porta fece segn di essere pronto. Brambilla guardò verso Peder che era rilasaa e poi fece un salto perfetto, ma al secondo atterrò male, tanto che Pepin stava per viutal, ma si fermò contro il muro. Anche Peder al sa tira su ma poi si riabbassa. Brambilla ritrovò la pistola che gli era caduta e corse verso la casa tu fa su. Il commissario e Pepin si scagliarono contro la porta: Brambilla l’è sta bun di fermarsi, mentre l’altro attraversò ul lucal, sbattè contro il muro, al pestò ul nas e al fu sufuca dal sangue. Giacum si svegliò e prese l’arma, Brambilla recitò come a teater:”Fermo! In nome della leg” e sparò al soffitto. Giacum alzò i brasc e Pepin sparò una raffica di colpi al pian de sura pensando ci fosse qualcuno nascundu.
Ambros e Giuan sentendo la sparatoria entrarono nella casa e Peder non ebbe minga nianca il tempo di parlare che al fu spingiù tra Brambilla e Pepin, il quale tirò fora il fazzoletto per tampuna il naso: il sangue ga spunca la camisa, la cravatta e la giacca. Giuan chiese se gli avessero sparato e Giacum stava sempre coi brasc alzate e al guardava nessuno; fu poi ammanettato e portato alla questura, prima però guardò il commissario con uno sguardo diverso. Brambilla si fermò per perquisire la casa e prese una bottiglia di vino meza voia per festeggiare la cattura.

Montalbano = Brambilla
Galluzzo = Pepin
Fazio = Ambros
Germanà = Peder
Gallo = Giuan
Tano = Giacum
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S.B.
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Ul Cumisari Loris, el diss che i du agent , ul Renato el Massi duvevan vess de dre de la vileta.
Lu, ul cumisari l’era con la pancia in mess a l’erba e la rivultela in del pugn.
L’era un pò ridicul ,infatti ghe pareva de vess un persunacc del cinema.
A un certo punto, el ghe diss al so agent Massi :
“Si prunt ?”
“Si, su prunt.”
“Allura das de fa.”
El Massi,con tre pass el riva in su la porta de la vileta.
El Massi, a questo punto l’era prunt, el ghe diss al cumisari de vegni li visin in de lu.
Ul cumisari cunt un salt fu subit li.
I du agent eren sbalordì del salt del lur cumisari, poe ancamò un’alter salt e a momenti el burla giò,la pistola la và in tera.
A questo punto el capiss che l’è no un eroe del cinema ma l’è pusè una macchietta e le chisce che el decit de sta giò in cruss.
El cumisari, el Massi a questo punto, se preparen,se guarden in di occh e senza diss nient sin miss a tre pass da la portae ,tiren ul fià e con tuta la forza che gheren se tran in su la porta e la tran giò.
Ul cumisari el riess a fermass, ma il Massi el va a pestà ul muss in sul mur.
A questo punto Tanu detto “ U Greco” el leva su per cercà de ciapà il mitra,ma ul cumisari con la rivoltella puntata el ghe diss:
“Fermess in nome de la legge se no te sparo.”
Tanu si immobilizzò, ma a questo punto il Massi rintronato dal colpo subito el taca a sparà cunt ul mitra.
De Fora l’agente Renà e il Brambilla tachen a sparà anca lur.
Finita la sparatoria ul cumisari el ghe diss al Massi de metigh i manett al Tanu, de metel in machina e de purtal in cumissarià a San Dalmazi.
A questo punto,ul cumisari el decit de sta li per fa una perquisiziun de la cà.
El derva una credenza, el ciapa una buteglia de vin e poe el va sota una pianta de fig, per be in santa pace na buteglia de vin.
La catura del periculus latitante l’era stada purtada a termine con successo.
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F.B.
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Il Juan calcolò che da cinch minut almeno il Mario e Il Luciano se dueven vess appustà dre la ca’; in quant a lu, sdraià a panscia per terra in mes all’erba, pistola in man, una preia che gli premm fastidius propri sul bech del ventre, se sentiva profondamente ridicul, le pareva vess diventà un personaggi de un film de gangster e non vedè l’ura di da il segnaa de tirà su il sipari. Informatore Maria gli sta in fianc – Germanà l’era più luntana, vers destra – e gognin sussurrando;
"Te se pront?"
"Si" rispund l’agente che, se vede’, che l’era tutt un fascio de nervus e sudava. Il Juan gaveva pena, ma non pudè quaj andà a cuntà che se trattava de una messinscena; dall’esit dubi, è vero, per sempre de cartun.
"Va!" le ordinò.
Com lassà da una mola samperlada al massim, asquas non palpugnà tera, la Maria con tri salt riva in cà, se schiscà conto il mur a sinistra della porta. Parea non avè fa fatigada, però il cumisari gli vedè il pett che se faseva sota e se sbassava per il respiri ostich. La Maria ciapà su il mitra e face un gest al cumissari che l’era prunt per la secunda part. Il Juan alura andà vers la Germana che la parveva non sul seren, ma adiritura rilassà.
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A.V.
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Montalbano calcul che da cing mnt almon Faz e Gal si duvevn gesser appustot rot la cas in quanto a ghed sdraiot a panza in terra in miz all’ erv, pistol in pugno, con una pot che gli ste a pron fastdios proprio sulla voc dello stomc. Si sentiva ridicolo gli parov di gesser diventot un personaggio da film di gangester e non vodov perciò l’ ora di dare il segnol di galze il sipario.
Guarde Galluz che gli stava a u lot, German era più lunton vers destr e gli spiò sussure
“Si pront”
“si” rispose l’ agent che si vedev era tutto un fascio di nirv e sudov.
Montalbon ne ebbe pena ma non putov certo andargli a contare che si trat d gon messinscn dall’ esito dubbio go vor prò semb d carton.
“Ve!” gli ordn.
Com lanciot da una molla compres sullo strm quasi non toccando terra Galluz con tre salt arrivò alla cas s’ appiatti contro u mor a manca della porta. Por non aver fatt fateic però il commisor gli vide il petto che s’ alzov e s’ abbasov per il respeir affanot.
Galluz impugnò bein il metre e foc segn al commisor che gor pront per la seconda parte. Montalbon allor guardò verso German che apparv non solo serein ma addorottor rilassot.
“Go vod” gli disse senza suono muovend esageratament la voc e sillaband
“La copr goi” rispos German allo stesso mod indicand con gon moviment della cop il meitr che tonov fra le mon.
Il primo balzo fu a manual uno stacco da terra deciso ed equilibrt degno di uno specialista di salto in alto una sospension d’ area lievita in atterraggio netto e compost che stavam a guarde da devers punt di vista ugualment si compiacquero per la prestazion del loro cap. Il secondo balzo fu calibrot meghio della preim ma successe qualcos per cui Montalbon da drit che era s’ inclinò di lot mentre la ricadot fu un ver e propr numero di clown. Montalbon durante la cadot perse la sua pistol che era andata a finire in mezzo ad una troffa di cocomerelli serbatici e per prenderla tutti i cocomerelli scoppiarn e gli andarn la faccia di simenze.
Montalbon e Galluz si piazzorn a tre passi dalla porta tirarono il fiot e vi scagliaron contr con tutto il peso dei lor corp. La porta si rivelò ghesser fatta di carta velin perciò i due si trovorn a ghesser proiettot all’ interno. Il commissario riusci a ferme miracolosamente invece Galluz andò a sbattere u nos contro u mor scugniandoselo.
Montalbon gridò “ferm in nom della leg. Fermo o sparo”
e Tano s’ immobilizzo.
Quando German,Gall entrarn Montalbon diede un ordn preciso di arrestare Tano e di portarlo via.
Quando si allontanarn Montalbon prese dalla credenza una bottigl d vin che ger ancor chion a metà e se la scolò all’ ombr di un ulivo.
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S.D.
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Monti calcolò che da cinque minuti almeno Miggiano e Pataleo si devono essere appostati arretu alla casa; in qunato a lui, curcatu a venctre sutta in mezzo all’erba, pistola in pugno, con una pietra proprio sulla bocca dello stomaco, si sentiva profondamente ridicolo, gli pareva d’essere diventato un personaggio di film di gangster e non vedeva perciò l’ora di dare il segnale cu azzane u sipariu. Guardau Rango che gli stava te latu – Serra era più lontano, verso destra - e gli domandau sussurrando: “sei pronto?”. “sine” rispose l’agente che ,si vedeva, era un fascio di nervi e sudava. Monti ne ebbe pena ma non poteva certo andargli a cuntare che si trattava di una messinscena dall’esito dubbio.”Vai!” gli ordinò.
Come lanciato da una molla compressa allo stremo, quasi non toccando terra, Rango con tre salti arrivò alla casa, s’appiattì contro il muro a sinistra della porta. Parse non aver fatto fatica, però il commissario gli vide il petto che s’alzava e s’abbassava per il respiro affannato. Rango impugnò bene il mitra e fece segno al commissario che era pronto per la seconda parte. Monti allora guardau verso Serra, che non appariva solo sirenu, ma addirittura rilassato. “ieu vadu” gli disse senza suono, muovendo esageratamente la bocca sillabando “la copro ieu” rispose Serra allo stesso modo, indicando con un movimento della testa il mitra che teneva tra le mani. Il primo balzo in avanti del commissario fu se non d’antologia, minimo da manuale, uno stacco da terra deciso ed equilibrato, degno di uno specialista di salto in alto, una sospensione d’aerea lievità, in atterraggio netto e composto che avrebbe meravigliato un ballerino. Rango e Serra che stiune quardandu da diversi punti di vista, ugualmente si compiacquero per la presenza del loro capo. La partenza del secondo balzo fu calibrata meglio della prima, nella sospensione però successe che da dritto che era, si inclinò di lato come la torre di Pisa, mentre la ricaduta fu un vero e proprio numero da clown. Dopo aver oscillato spalancando le braccia alla ricerca di un appiglio possibile; crollò pesantemente di fianco. Istintivamente Rango si mosse cu lu iuta, ma si fermò a tempo e s’attaccau alla parite. Puru Serra se zzau di scatto, poi si riabbassò.
Meno male la cosa era finta pensò il commissario, altrimenti Frontò avrebbe potuto in quel momento abbatterli come birilli. Sparando i più sostanziosi santi del suo repertorio, Monti ginocchiato si mise a cercare la pistola che nella caduta gli era scappata di mano. Finalmente la vide sotto un cespuglio di cocomerelli servaggi e appena ci calò lu razzu cu la piglia, tutti i cocomerelli scoppiarono e gli inondarono la faccia de semenza. Con una certa rabbiosa tristezza il commissario si rese conto di essere stato degradato da eroe di film di gangster a personaggio di film di Gianni e Pinotto. Oramai non se la sentiva più di fare l’atleta né il ballerino percorse però i pochi metri che lo separavano dalla casa a passo svelto, stando sulu nu picca aggomitolatu.
Guardandosi negli occhi, Monti e Rango si parlarono senza parole e si misero d’accordo. Si piazzarono a tre passi dalla porta, che non pareva particolarmente resistente, tirarono il fiato e vi si scagliarono contro con tutto il peso dei loro corpi. La porta si rivelò fatta di carta velina o quasi , sarebbe bastata una manata a farla cadere, perciò i due si ritrovarono a essere proiettati all’interno. Il commissario riusciu a fermarsi miracolosamente invece Rango, portato dalla violenza della sua stessa spinta, traversau la camera intera e andò a sbattere con la faccia contro il muro, scurciandose lu nasu e restando menzu suffucatu del sangue che aveva pigliato a sgorgare violento.
Alla scarsa luce del lume a pitruiu che Frontò aveva lasciato dumatu , il commissario ebbe modo di ammirare l’arte di attore consumato del Greco. Fingendosi sorpreso nel sonno, balzò in piedi gridando bestemmie e si precipiò verso il kalashnikov che ora stava impuggiatu al tavolo e perciò lontano dalla branda. Monti fu pronto a recitare la sua parte di spalla, come viene chiamato a lu teatru.
“Fermo!in nome te la legge, fermo o sparu!” gridò con tutta la voce che aveva e sparò quattro colpi verso il soffitto. Frontò s’immobilizzò, a razze alzate. Persuaso che nella camera di sopra ci fosse scusu quarcunu, Rango sparò una raffica di mitra verso la scala di legno. Da fuori, Miggiano e Pataleo, a sentire tutta quella confusione, aprirono un fuoco di scoraggiamento contro la finestrina. Tutti dentro la casa erano rimasti intronati da quei botti quando arrivau Serra a metterci il carico di undici:”Fermi tutti o sparu”. Non ebbe manco il tempo di finire la minacciosa intimazione che si trovò spinto alle spalle da Miggiano e Pataleo, costretta ammenzu tra Monti e Rango che, posato il mitra, aveva tiratu fori te lu sacchetto un fazzoletto col quale cercava cu se tegne lu nasu, il sangue gli aveva lurdatu la camisa, la cravatta, la giacca. Pataleo, a vederlo, s’innervosì. “Ti ha sparato?Ti ha sparato, eh, quel cornuto?” fece raggiatu vedendosi verso Frontò che se ne stava sempre, con santa pascienza, con le razza azzate in attesa che le forze dell’ordine facessero ordine nel casino che stavano combinando. “No, non mi sparò!Sbattì contru lu muru”. Articolò malamente Rango. “Ammanettatelo” “E' lui?” – disse a massa voce Miggiano – “E' lui non lo riconosci?” disse Monti. “Che facciamo ora?” – “Mettetelo in macchina e portatelo in questura a Maglie. Strata facennu, chiami il questore, gli spieghi tutto e ti fai dire cosa dovete fare. Fasciti che nessuno lo veda e lo riconosca. L’arresto deve rimanere assolutamente segreto. Andate!” – “ E lei?”- “ Io dò uno sguardo alla casa, la perquisisco, non si sa mai.”Miggiano e gli agenti, tenendo in mezzo Frontò ammanettato, si mossero per uscire. Serra teneva in mano il kalashnikov del prigioniero. Solo allora Frontò u Greco zzau la testa e guardau per un attimo Monti. Il commissario se n’corse che lo sguardo “di statua” era scomparso, ora queglio occhi erano animati, quasi ridenti.
Quando il gruppo dei cinque, al termine del viottolo, scomparve alla vista, Monti rientrò nella casa per cominciare la perquisizione. Infatti aprì la credenza , pigliau la bottiglia di Primitivo che era ancora a metà e se la purtau all’ombra d’un ulivo, per scolarsela tutta in santa pace. La cattura del pericoloso latitante era stata portata a termine.
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G.D.
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I 3 milanesi e il tesoro del Faraone (una variazione un po' fuori tema, ma divertente)
Direttamente da Milano tre signori chiamati Pepin, Giusep e Gaetan, tutti e tre appassionati di archeologia, decisero di organizzare un viaggio in Egitto per cercare quello che avevano sempre sognato: il tesoro del Faraone Ramses. Il Pepin è un uomo molto avventuroso ma nello stesso tempo molto fifone; il Giusep è un abile archeologo, molto religioso e nel tempo libero pratica karate; l’ ultimo,il Gaetan, il tartaglia di Milano , il più anziano del trio. Nonostante la sua vecchia età è una persona ancora molto agile;l’ avarizia è la caratteristica che li accomuna.Le 4 ore trascorse in aereo,furono per il Pepin infinite e infernali per la sua paura dell’ aereo. Arrivati a destinazione alloggiarono in un hotel da due stelle poco costoso e dove l’ igiene l’era un de pù.La mattina, dopo aver reclutato alcuni uomini del posto, arrivarono alla grandissima piramide per cominciare le ricerche del tesoro nascosto. Il capo delle guardie era un egiziano così grasso ma così grasso che faticava a stare seduto sulla sedia.Era tutto sudato e un tipo mingherlino lo rinfrescava con un ventaglio.Li squadrò fumando un sigaro puzzolente che infestava l’aria. Non conosceva bene l’italiano ma a gesti si fece capire bene: voleva dei soldi per dare loro il permesso di fare le ricerche nella piramide.Alla fine trovarono un accordo e gli diedero i soldi che chiedeva.All’ingresso della piramide c’era un’altra guardia. Era un uomo molto alto con una lunga tunica bianca e un turbante che gli copriva parte del viso. Aveva degli occhi neri cattivi e perfidi.Li guardò con cattiveria e… indovinate un po’… voleva dei soldi anche lui. Ul Pepin che era famoso al suo paese per la sua taccagneria disse: "Ades basta! Basta danè. Io torno a casa".Gli amici lo fermarono facendolo ragionare, gli dissero: se non paghiamo non troveremo niente e il nostro viaggio sarà stato inutile, dai fai uno sforzo tira fuori i soldi.Finalmente riuscirono ad entrare nella piramide. Erano affascinati da quella enorme costruzione. Tanti archeologi avevano fatto delle ricerche ma la camera del tesoro non l’aveva mai trovata nessuno.Cominciarono a cercare nella direzione che ancora non era stata esplorata. Le ricerche durarono giorni e giorni senza risultato e i tre amici erano scoraggiati.Oltretutto ogni giorno dovevano pagare la guardia spilungona che non li voleva far entrare.Ogni giorno era una discussione, un giorno stavano quasi per picchiarsi, ma le guardie li fermarono appena in tempo. Il Gaetan però minacciò lo spilungone:”Basta danè, la prossima volta ti do un sacco di bastonate.”I soldi stavano per finire e anche le speranze di trovare il tesoro.La mattina seguente stranamente la guardia non era al suo posto e i tre archeologi esultarono per la sua assenza. Dopo alcune ore di ricerche il Pepin urlò:” Cusa l’ è quel rop chi?”- “ Vusa no che sun minga sturn” disse Gaetan.“oh madonna santa l’ è un cadaver…. E l’ è mort!" E si fece il segno della croce.I tre amici uscirono di corsa urlando: ma ad attenderli fuori c’era già la polizia che li arrestò all’istante.Il Gaetan che era il più agile e riuscì a fuggire. In caserma i due furono interrogati e malmenati molto duramente. La polizia li accusava dell’omicidio della guardia spilungona e corrotta…. ul cadaver l’era propri quel. I due amici si difesero come potevano, le guardie non capivano la lingua e continuavano a picchiarli. Intanto il Gaetan stava cercando le prove dell’innocenza dei suoi amici. Aspettò che portassero via il cadavere, e si introdusse nuovamente nella piramide. Cercò dappertutto e finalmente trovò una prova: vicino al luogo del delitto c’era un mozzicone di sigaro… proprio il sigaro puzzolente che fumava il capo delle guardie.Se lo mise in tasca e si diresse verso l’ufficio del ciccione.Si nascose in tasca un registratore e si fece coraggio.Quando entrò il capo delle guardie era seduto al suo posto e sembrava ancora più enorme. Fumava il suo solito sigaro puzzolente e lo trattò in malo modo. Il Gaetan doveva cercare di farlo confessare prima che fosse troppo tardi per i suoi amici. Lo provocò accusandolo di essere l’unico funzionario corrotto, il ciccione per difendersi replicò che anche la guardia uccisa era corrotta e che anzi, prendeva più soldi di lui. Il Gaetan tentò il tutto per tutto e lo accusò dell’omicidio, disse: “ Allora lo hai ucciso tu lo spilungone, volevi anche la sua parte di soldi!”.Il ciccione scoppiò in una risata terribile e disse:”Era troppo avido non voleva darmi la sua parte, io sono il capo e mi doveva dare la metà di quello che prendeva lui. Ho dovuto farlo. Ma tu non puoi provare niente di quello che dici, adesso ti faccio arrestare!” Il Gaetan con uno scatto riuscì a scappare e andò dritto dritto alla polizia. Fece ascoltare la registrazione ai poliziotti e chiese la scarcerazione dei suoi compagni. I tre amici tornarono in libertà, un po’ malconci e abbattuti. Il loro aereo partiva il giorno dopo. Il Pepin disse: “ Ragazzi fem ammò un tentatif, duman partum e turnem a ca’ nostra”. Ritornarono alla piramide senza molta convinzione, ma quando ormai avevano perso le speranze…. Trovarono un muro che suonava a vuoto, lo sfondarono e si trovarono di fronte al più bello spettacolo della loro vita:La camera funeraria del faraone era lì davanti ai loro occhi in tutta il suo spendore:Rimasero letteralmente a bocca aperta… e per dei chiacchieroni come loro era proprio un avvenimento! Cominciarono a saltare, ballare, gridare e abbracciarsi l’un l’altro felici della loro impresa. Era stata una avventura molto movimentata, ma ne era valsa la pena, avevano trovato un tesoro inestimabile e sarebbero entrati nella storia. Già si vedevano i titoli dei giornali: “Scoperto uno spelendido tesoro dell’antico Egitto da 3 archeologi milanesi”. Il Pepin per non smentirsi disse: "L’è custà un po’… ma ne è valsa la pena!"
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M.O. & N.C.
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Rossi, Bianchi e Brambilla erano appostati dietro la cascina. Il commissario era sdraiato sull'erba con la pistola in pugno e una pietra che gli premeva lo stomaco, non vedeva l'ora di agire. Brambati scattò da terra con tre salti e arrivò alla sinistra della porta. Il commissario Rossi partì e con un balzo atterrò a metà strada, il salto fu da maestro. Il secondo salto, mentre era in volo ci fu qualcosa che non andò e cadde a terra e mentre era in volo perse la pistola. La trovò in un rovo e quando mise dentro il brasc si punse tutto. Il commissario e Brambati si misero d'accordo per sfondare la porta. Ma la porta era fatta di carta velina, il commissario riuscì a fermarsi ma Brambati andò a sbattere il cò contro il mur. Mentre i poliziotti si chiarirono Bosè, il boss, alzò i brasc e si guardò la punta dei piedi mentre i poliziotti discutevano. Il commissario alla fine disse ai suoi uomini di portare il boss in questura, mentre lui disse che faceva un sopraluogo, ma non era vero. Aprì l'armadietto e prese la bottiglia di vino e andò a scolarsela all'ombra di una magnolia.
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M.C.
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Mario Rossi, il commissario del distretto di polizia di Giambelino, quartiere in periferia di Milano,aveva ricevuto una chiamata da un certo Salvatore Esposito, boss della mafia siciliana, venuto al nord per farsi catturare dopo anni di latitanza.
Rossi e la sua squadra si preparano e senza fare troppo rumore raggiungono il luogo dell’incontro e si preparano ad entrare in azione.
“Te se prunt?”
“Mi si”si fece trovare pronto il Giovanni.
“Allora ti te ve col Brambilla sul retro mentre mi e l’ Beppe passem dala porta davant”.
Una volta entrati nel giardino il commissario fece, com una mola samprelada al massim, tre salti fino arrivare in casa. Al terzo salto cadde e perse la pistola in mezzo a un cespuglio di ortiche che andò avanti a gratas la faccia per tutto il tempo.
Gli sembrava di essere passato da film di gangster a una commedia di Paolo Villaggio, ma per fortuna era solo una messa in scena.
Lui e l’ Beppe si scagliarono contro la porta con tutta la forza possibile, ma l’era fatta de carta o l’ mancava poc, allora il Beppe andò contro la parete e se scepà il naso.
Subito il Giovanni entrò nella stanza e accorse a vedere le condizioni del Beppe ed esclamò:”Quel mascalsun lì ta sparà!” ma il Beppe lo smentì dicendogli la verità.
Intanto il boss l’era setà giò sula branda che aspettava che il commissario lo ammanettasse. Finalmente ci fu l’arresto, che il commissario Rossi aveva detto doveva essere tenuto segreto e mentre la sua squadra tornava al distretto con il malvivente e all’oscuro di tutto, lui si finì una butiglia de “Inferno”.
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E.B.
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Il commissario Stellin si era appostato de drio alla casa. Dopo cinque minuti arrivarono anche Forestan, Brusco e Visentin, suoi colleghi.
Stellin stava per compiere una messa in sena: era la cattura del boss Pavan che voleva farsi arrestare. Ma i compagni di reparto di Stellin non sapevano di nulla. Stellin cominciò a dare i ruoli: Forestan e Brusco erano di gardia e di copertura mentre Stelli e Visentin irrompevano nella casa.
Con tre salti Stellin si diresse verso la porta esterna, ma al terzo salto cadde su una pianta di sucomoro: con il succo si sporcò la camisa e con le spine si tagliò la maglia (sic). Così Stellin cominciò a bestemare. Visentin, vedendo Stellin con la camisa tutta rossa, si spaventò e andò a soccorrerlo. Quando vede che Stellin sta bene, decidono di sfondare la porta. Andarono addosso alla porta con tutta la forsa, come un camion. Ma la porta era lezzera così, per lo slancio Stellin e Visentin andarono a sbattere con la faccia contro il muro di fronte e si ruppero il naso dando fora tanto sangue.
Stellin gridò: "Ciapamolo!", così Visentin Tirò colpi di pistola e subito dopo accese la luse. Pavan non oppose resistenza. Intanto arrivarono Forestan e Brusco. Subito si spaventarono vedendo tutto quel rosso sulle camise dei loro colleghi. Forestan disse: "Gato tanto mae?" e Stellin: "Mi son fato gnente".
Poi Forestan, Brusco e Visentin portarono Pavan in caserma. Stellin rimase dicendo che voleva ispezionare la casa. "Cosa voto savere di questa casa, casa ancora?". "Vardo se è tuto a posto", rispose Stellin. Invece quando gli altri se ne andarno Stellin si andò a ciapare nell'armadio la bottiglia che aveva aperto la sera prima con Pavan e si sdraiò sotto un albero a scolarsi un goto de vin.
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A.P.

La biblioteca della 2° C



I diritti del lettore
secondo Daniel Pennac


1. Il diritto di non leggere (spiacente... questo non ve lo concedo!)

2.Il diritto di saltare le pagine

3.Il diritto di non finire il libro

4.Il diritto di rileggere

5.Il diritto di leggere qualsiasi cosa

6.Il diritto di leggere ovunque

7.Il diritto di spizzicare

8 .Il diritto di leggere ad alta voce

9 .Il diritto di tacere



TITOLO: Il viaggio in Europa di Valentina
AUTORE: Angelo Petrosino
GENERE: Ragazzi
BREVE RIASSUNTO: La seconda media è finalmente finita e per la nostra amica Valentina è in arrivo una grande sorpresa. Il suo maestro delle elementari ha proposto di fare un viaggio per le capitali europee e Valentina, insieme a Giulietta, il suo amichetto Tazio e il suo maestro vivrà questa nuova avventura! Valentina adora tantissimo viaggiare e visiterà Parigi, Londra, Madrid, Atene, Berlino e molte altre meravigliose città, scoprendo posti mai visti e nuove cose. Per Valentina sarà un’estate indimenticabile, ricca di emozioni, divertimento e avventure straordinarie.
LA FRASE PIU’ BELLA: “ Parigi, Londra, Amsterdam, Vienna, Madrid… chissà com’è abitare in queste città! Mi basterebbe passarci anche solo pochi giorni, per annusare l’odore delle strade, guardare le facce della gente, visitare posti nuovi”
COMMENTO: Il libro mi è piaciuto perché la storia che vive Valentina è molto bella e ci sono tante informazioni sui luoghi che visita.
VOTO: 8,5
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G.C.
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TITOLO: Il mistero della ronda di notte ­
AUTORE: Sebastiano Ruiz Mignone
GENERE: ?
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Rembrandt: La ronda di notte

BREVE RIASSUNTO:
Uno spietato banchiere francese vuole a tutti i costi il quadro “La ronda di notte” di Rembrandt. Ingaggia due ladri per rubarlo, ma durante il viaggio in treno dall’Italia alla Francia alcuni personaggi del quadro vengono sbalzati fuori. Questi personaggi incontrano due bambini che li aiutano a rientrare nel quadro vivendo prima mille avventure! Nel mezzo delle avventure appare un altro uomo anche lui ingaggiato da Irenè Dragonoir, il banchiere, per rubare il quadro; un killer malvagio pronto a tutto pur di guadagnare i soldi promessi. Per aiutare i loro amici, i due bambini, chiedono aiuto a tre persone un po’ strane. Alla fine troveranno un modo per tornare nel quadro, ma ci finiranno i personaggi sbagliati.
COMMENTO:
Questo libro mi è piaciuto molto perché è molto interessante e avventuroso. È anche ricco di storia e informazioni su personaggi storici.
LA FRASE PIU' BELLA:
La frase che mi è piaciuta di più è questa: “Stupisciti della bellezza e della vivezza del quadro, perché, anche se il nostro tempo è passato, noi, come gli eroi, siamo ancora vivi e mai moriremo”.
VOTO: 8
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L.A.
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TITOLO: I Ragazzi Della Via Pal (1907)
AUTORE: Ferenc Molnar – Giornalista, commediografo, romanziere.
Questo multiforme scrittore ungherese nato a Budapest nel
1878 morto a New York 1952, dove si trasferì nel 1938, ha
lasciato molte opere di pregio tra cui “I RAGAZZI DELLA VIA
PAL” e “ LA LEGGENDA DI LILIEM”, opere di fama mondiale.
GENERE: ?
BREVE RIASSUNTO:
In questo libro si narra la storia di un gruppo di studenti che, per contrastare un gruppo rivale che vuole insediarsi nel loro campo di giochi, costituisce un vero e proprio esercito, guidato da Boka, ragazzo tenace e coraggioso, il vero comandante del gruppo. Tra tutti i ragazzi il ruolo di soldato semplice spetta a Nemecsek, il più gracile e indifeso di tutti. Nonostante ciò Nemeesek si rivela un fedele e buon amico nei confronti di Boka e dei suoi compagni……..
COMMENTO: Questo libro parla di una storia veramente coinvolgente ma anche tragica. Secondo me è scritto bene perché è raccontata con suggestione e anche sentimenti dello scrittore.
LA FRASE PIU' BELLA: ?
VOTO: 9
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M.O.
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TITOLO: Guardiani
AUTORE: Margareth Buffie
ANNO DI EDIZIONE: 1994
GENERE: Horror
BREVE RIASSUNTO:
La vicenda si svolge in Canada. Rachel McCaw ha 15 anni ed è furibonda, perchè sua madre l'ha abbandonata quando era ancora piccola per andare in cerca di fama; suo padre gira per il Canada alla guida del suo camion. E' furibonda anche perchè suo padre l'ha lasciata per il lavoro a casa della prozia Irene che fino ad allora non aveva mai conosciuto. Per di più la casa in cui vive la prozia sembra uscita da un film dell'orrore.
COMMENTO: Questo libro mi ha trasmesso curiosità e un po' di inquietudine leggendo
LA FRASE PIU' BELLA:Una parola in speciale mi ha colpito ma non so il perchè, questa parola è PRESAGIO e significa magia, anticipazione di qualcosa.
VOTO: ?
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E.S.
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TITOLO: Trappola per turisti
AUTORE: Charles Ogden
GENERE: fantastico
BREVE RIASSUNTO:
Edgar ed Ellen, gemelli pieni di risorse.
Hanno una grande passione: arrotondare frugando nella discarica comunale.
Ma quando la temibile coppia scopre che il sindaco intende trasformare il loro covo in un albergo di lusso, in quattro e quattr’otto organizza un giro turistico “ Alternativo”,per assicurarsi che i turisti….. non tornino mai più.
COMMENTO: Mi è molto piaciuto perchè è divertente.
VOTO: 9
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A.V.
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TITOLO: Sei la mia amica del cuore
AUTORE
: Angelo Petrosino
GENERE: Ragazzi
BREVE RIASSUNTO:
Da qualche giorno Ottilia, amica del cuore di Valentina, parla poco e ha sempre gli occhi tristi: oggi mi ha confidato che i suoi genitori litigano spesso e hanno deciso di separarsi. Non sarà facile trovare la parole giuste per starle vicino... ma le vere amiche si riconoscono soprattutto nei momenti difficili! E per questo Valentina, Ottilia, Lia e un' amica di Valentina decidono di fare una gita in montagna.
LA FRASE PIU' BELLA: Alle volte penso che il sole potrebbe risentirsi di tanta indifferenza da parte di chi ogni giorno viene riscaldato dal suo cuore.
COMMENTO: Mi è piaciuto molto perchè è molto divertente e parla un po' anche di quello che succede a noi ragazzi al giorno d'oggi.
VOTO: 9,5
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M.C.
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TITOLO: Deltora 7
AUTORE: Emily Rodda
GENERE: fantascienza e avventura
BREVE RIASSUNTO:
Si deve completare tutta la cintura di Deltora, una cintura composta da rubini e zaffiri.
Alla ricerca del settimo tesoro tre ragazzi molto coraggiosi si incamminano verso la valle degli incantesimi dove esso è nascosto. Durante il tragitto i tre ragazzi corrono pericoli: dalle sabbie mobili alle valanghe di neve, fino all'assalto di animali inferociti e ai cobra che gli si avvinghiano intorno al collo.
Percorrendo le ultime fasi del viaggio i tre ragazzi penetrano nell'abisso dei diamanti dove, sotterato in una buca, trovano il desiderato tesoro.
Alla fine portano la cintura completa al grande troll che li onora.
LA FRASE PIU' BELLA: non trovo frasi che mi abbiano colpito.
COMMENTO: il libro non mi è piaciuto perchè la maggior parte delle pagine era noiosa e perchè l'autore raccontava la storia tirandola troppo lunga.
VOTO: 4
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R.C.
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TITOLO: Amore 14
AUTORE
: Federico Moccia
GENERE: romanzo sentimentale
BREVE RIASSUNTO: Carolina, o Caro come la chiamano le sue amiche, è una ragazza unica, speciale, come lo sono molte ragazzine a quell’età. E' settembre e lei ritorna a scuole dopo le vacanze, racconta alle sue amiche Alis e Clod dell’estate e di lui: Lore. Il suo primo bacio, le sue avventure “proibite” e i numerosi scherzi fatti in spiaggia. Sembra che quello sia l’amore della sua vita, fino a quando, mentre si trova in centro non incontra Massi, un bel ragazzo di 18 anni che sembra conoscerla..le regala un cd, e lei ovviamente estasiata da tanta bellezza e simpatia, accetta. Lui le dà il suo numero e felice se ne torna a casa. Sfortunatamente qualcuno le ruba il cellulare in metrò... ma lei, anche perdendo tutte le speranze, in cuor suo sa che prima o poi lo rincontrerà.
Oltre all’amore, però ci sono anche altre cose, come la scuola: la sua classe, i suoi compagni, gli scherzi a quel professore, un po’ così, tutto strano ma soprattutto gli esami da preparare. Da non dimenticare, c’è anche la famiglia, la sua cara nonna Luci così meravigliosa che sa leggerle dentro, c’è Rusty James, il suo mitico fratellone che le dà speranza, e forza per continuare a sognare, c’è sua sorella Ale, tanto così diversa da lei che però, in fondo in fondo le vuole un mondo di bene. Ci sono i suoi genitori: suo padre duro e razionale che cerca sempre di “ostacolarla”, anche se in modo benigno e sua madre dolce e gentile, che cerca sempre di aiutarla. I suoi amici e le sue amiche, le gare a chi conquista il ragazzo più carino e i baci rubati.
Finalmente arriva il suo quattordicesimo compleanno, quel motorino tanto atteso e il concerto con i suoi amici. Siamo a marzo e gli esami si iniziano a preparare. Caro viene invitata ad una festa: all’inizio non ha tanta voglia di andarci ma poi cambia idea, e ci va, giusto per divertirsi un po’...non sapeva però che quella sera la sua vita sarebbe cambiata...
LA FRASE PIU' BELLA: e così, mentre sogna di arrivare presto tre metri sopra il cielo, la vita scivola spensierata tra le avventure di ogni giorno, tra le ombre della vita familiare, ancora lontana dal sospetto e dalla sfiducia, accellera ogni volta che gli affetti le aprono il cuore, si arrampica con agilità sul futuro.
COMMENTO: il libro mi è piaciuto molto perché parla della storia di una ragazza, più o meno della nostra età che si cimenta tra le difficoltà e le nuove esperienze che le riserva la vita.

VOTO: 9,5
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G.D.
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TITOLO: Mina e il mistero dell'ottava nota
AUTORE: Monny Witcher
GENERE:
BREVE RIASSUNTO:
In pochi secondi tutti gli specchi diventarono gialli e rossi:tra alte fiamme spuntò l'orribile volto del Mago.I suoi occhi erano come due spilli e la risata tuonò come un boato:"ahahah ahah, stupida streghetta. Credevi di avermi fatto fuori.Ingenua!Come puoi pensare di eliminare il diavolo?Ora preparati è arrivata la tua ora."Karkon sembrava piu forte e deciso che mai.Il mare non lo aveva inghiottito.Si era salvato miracolosamente.D'un tratto, dagli speccchi scomparve la sua immagine.
COMMENTO: Il libro mi è piaciuto molto perchè ci si trova tanta avventura... e anche perchè se lo inizi non lo puoi non finire, ti coinvolge e vorresti sapere subito come finisce. Nel finale i due si scontrano e infatti vince Mina.
LA FRASE PIU' BELLA:
Verus e Falsus,bianco e nero,
usarli è un mistero. Quando la foce parlerà uno dei due ti aiuterà. Mai facile sarà scoprir la verità.
Questa frase mi e piaciuta perche mi da il senso di un enigma da scoprire.
VOTO: 10
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L.L.
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TITOLO: Il gabbiano Johnatan Livingston
AUTORE: Richard Bach
GENERE: fantastico
BREVE RIASSUNTO:
La vicenda si svolge su una spiaggia vicino al mare e nei cieli.
La storia parla di un gabbiano di nome Jonathan Livington, dello stormo a cui appartiene e di altri gabbiani suoi amici; in particolare Fletcher.
Jonathan vuole utilizzare il volo non solo per procacciarsi il cibo, ma desidera imparare tutte le tecniche per superare ogni suo limite.
Viene esiliato perché i gabbiani dello stormo sono contrari alle sue idee, ma lui cerca da solo la perfezione nel volo, fino al giorno in cui due gabbiani gli si affiancano e lo accompagnano in un’altra dimensione, dove tutti hanno il desiderio di imparare. Qui John diventa un simbolo per tutti coloro che lo seguono ed un ottimo insegnante, ma il suo desiderio è di tornare al vecchio stormo per cercare altri gabbiani che la pensino come lui.
LA FRASE PIU' BELLA:
“Non dar retta ai tuoi occhi e non credere a quello che vedi. Gli occhi vedono solo ciò che è limitato, guarda con il tuo intelletto e scopri quello che conosci già, allora imparerai a volare”.
COMMENTO: ?
VOTO: 9
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TITOLO: L'occhio del lupo
AUTORE: Daniel Pennac
GENERE: fantastico
BREVE RIASSUNTO:
Un giorno un ragazzo si ferma davanti al recinto di un lupo. Il lupo continua a girare intorno al suo spazio perchè la sua lupa era morta la settimana prima. Il lupo ha solo un occhio e non ci vede bene. Da l, dopo un po' di giorni comincia la loro amicizia, ncominciano a farsi le domande tra di loro, del tipo: "Come ti chiami?", "Perchè sei qua?".
Africa, il bambino amico del lupo, racconta del suo viaggio in Africa, il luogo da cui proviene. ra partito con un cammello di nome Pignatta che a un certo punto abbandona per seguire il pastore Ta. In seguito fece altre amicizie.
COMMENTO: Questo libro mi è piaciuto perchè fa capire che è bello stare insieme.
VOTO: 10 perchè è molto interessante
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A.C.
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TITOLO: Da grande farò il calciatore
AUTORE: Luigi Garlando
GENERE: sportivo (?)
PERSONAGGI:
Pietro: il protagonista, poi campione interista. Ha 16 anni.
Iaki: il giocatore preferito di Pietro che lo porterà a MIlano.
Sandro e Paola: cugini e unici amici di Pietro.
Antonio e Sara: genitori di Pietro
BREVE RIASSUNTO:
Il giorno del suo compleanno, Pietro si sveglia e si trova davanti Yaki, il suo giocatore dell'Inter preferito. Così lui e Yaki prendono il primo aereo e volano a MIlano. Pietro il 16 marzo 2002 esordisce in serie A. Però ha difficoltà a socializzare con i compagni, con il cibo, con il freddo. Ma poi diventerà un campione: sarà capocannoniere in quel suo primo campionato.
LA FRASE PIU' BELLA:
"Ed eccomi salire per la scalinata di San Siro. La mia prima partita interista."
L'ho scelta perchè mi ha ispirato un'emozione forte. Vivevo quasi l'emozione con Pietro, il protagonista.
VOTO: 10 e lode
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A.P.
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TITOLO: L'enigma dei delfini di pietra
AUTORE: Joanna Caridi e Luisa Mattia
GENERE: Giallo
PERSONAGGI:
Teo: una dodicenne appassionata di misteri che ama mettere il naso ovunque. Questa sua caratteristica conquista e, nello stesso tempo, preoccupa il suo amico Nicola.
Nicola: tredicenne, apprendista archeologo e conoscitore raffinato della civiltà etrusca. E' amico e complice delle avventure di Teo.
Zorro: grosso e ingenuo cane nero. E' il collaboratore delle indagini dei due ragazzini.
BREVE RIASSUNTO: Teo e Nicola erano alla stazione ad aspettare l'amica di Teo. Lì incontrano una vecchia signora un po' strana che era venuta a visitare suo nipote, il quale viveva in una villa con una fontana dai delfini di pietra. La donna perde un portafogli con alcune foto. I ragazzi cercano allora di ritrovare la vecchietta.
Riusciranno i ragazzi a ritrovare le tracce della misteriosa signoa scomparsa?
LA FRASE PIU' BELLA: ?
COMMENTO: Lo consiglio? Sì io consiglierei questo libro perchè è molto interessante e pieno di belle avventure.
VOTO: 9. E' un bel libro, però ci sono altri gialli più interessanti.
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I.A.
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TITOLO: Il giallo del sorriso scomparso
AUTORE: Anna Lavatelli
GENERE: giallo/avventura
BREVE RIASSUNTO:
Questo libro è composto da molti episodi che narrano le avventure del commissario Busillis.
L'episodio più bello, per me, è quello del vecchio guardiano del Louvre che si accorge che dal quadro della Gioconda è stata raschiata la bocca.
Spaventato, chiama subito il commissario Daudet che, a sua volta, chiede aiuto al celebre commissario italiano Arsitarco Busillis.
I due incominciano le indagini e arrivano a pensare che il furto sia stato commesso da un collezionista di sorrisi. Scoprono che l'unico collezionista di sorrisi a Parigi è il duca di Marauat, il quale dice di possedere un centinaio di sorrisi, ma di non essere interessato a quello della Gioconda, perchè nemmeno a Leonardo da Vinci piaceva quel sorriso mal riuscito.
Una notte i due commissari decidono di fare la guardia alla Gioconda e scprono, allo scoccar della mezzanotte, un vecchio con una ricca barba fluente che tira fuori tavolozza e pennelli e inizia a dipingere.
A quel punto il commissario Busillis capisce che il duca Marauat diceva il vero perchè...
LA FRASE PIù BELLA: è la descrizione del commissario Busillis, famoso per la sua infallibilità. La sua abilità non è dovuta agli studi che ha fatto, ma alla sua passione per telefilm polizieschi che segue alla televisione.
VOTO: 8 E' un libro molto divertente, ma, nello stesso tempo, non mi ha insegnato nulla perchè troppo poco realistico.
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A.B.
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TITOLO: I delitti della Rue Morgue
AUTORE : Edgar Allan Poe
GENERE : Giallo
PROTAGONISTI: l’investigatore Dupin e la sua spalla (che è anche il narratore)
LUOGHI : Parigi

BREVE RIASSUNTO:
Tutto inizia una notte. Verso le 3 gli abitanti
del quartiere ST. Roch sono stati svegliati da delle urla
terribili che sembravano venire dal 4° piano dove abitano
madre e figlia, la signora e la signorina Espanye. Arrivati al 4° piano,
nella grande camera sul retro si è presenta uno strano spettacolo
che ha riempito tutti i presenti di orrore e sbalordimento.
Dopo un esame accurato di ogni parte della casa, il gruppo (quale gruppo?) ha
raggiunto un piccolo cortile selciato, dove è stato trovato
il cadavere delle vecchia signora e della figlia.
Sarà compito dell’investigatore disinteressato Dupin svelare il mistero,
sarà lui il protagonista di questa storia con la sua ricerca
degli indizi; qual è la via seguita dagli assassini? Cosa
cercheremo?Quali le testimonianze della gente.
Come sono fuggiti gli assassini?

VOTO: 6-
Pur essendo un giallo, genere da me preferito insieme all'avventura, ho avuto difficoltà nel leggerlo perché ricco di citazioni, soprattutto all’inizio. Non è un libro molto lungo, ma molto concentrato e ricco di intrighi. Consiglierei questo libro solo ai lettori appassionati.
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D.C.
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TITOLO: WATER HORSE La Leggenda Degli Abissi
AUTORE
: Dick King-Smith
PUBBLICAZIONE: Questo libro è stato pubblicato prima nel 1990 con titolo “THE WATER HORSE” dalla casa editrice Fox Buster poi successivamente nel 2008 da Salani Editore. GENERE: Fantasy
BREVE RIASSUNTO:
Due Ragazzi, Angus e Kristie, trovano un uovo sulla spiaggia dopo la tempesta , lo portano in casa e lo mettono nella vasca da bagno ma quando questo si schiude… da lì a poco i due ragazzi vivranno l’esperienza più incredibile della loro vita.
LA FRASE PIU' BELLA : “DA UN GIORNALE LOCALE”: il 14 aprile 1933, alle tre del pomeriggio, i signori Mackay di Drumnadrochit stavano percorrendo la nuova strada sulla riva nord del Loch Ness quando hanno visto “UN ENORME ANIMALE CHE FACEVA TUFFI E CAPRIOLE” sparendo infine alla vista tra grandi spruzzi d’acqua…..
Ho scelto questa frase per invogliare a leggere questa bellissima storia e incuriosire tutti coloro che prendano in mano questo libro.
VOTO: 9
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E.B.

Grammatica - complementi figurati di materia e di luogo

Complementi di materia figurati

Essere in una BOTTE DI FERRO

MANI DI VELLUTO

PAROLE DI FUOCO

TIGRE DI CARTA - Apparentemente sono terribili, ma in realtà non sono poi tanto potenti.

RAGAZZO D’ORO

BRACCIO D FERRO

TESTA DI RAPA

TESTA D’UOVO (intellettuale)

Avere le MANI DI PASTAFROLLA/DI RICOTTA

Avere LA CODA DI PAGLIA - (essere in sospetto di non avere la coscienza pulita quindi reagire velocemente a critiche od osservazioni, "prendere velocemente fuoco", come la paglia)

Avere dei MUSCOLI D’ACCIAIO

CAPELLI D’ORO

CUORE DI PIETRA

STOMACO DI FERRO

Avere la FACCIA DI BRONZO

Andarci coi PIEDI DI PIOMBO

SOGNI D’ORO



Complementi di luogo figurati


Trovarsi IN UN MARE DI GUAI

Avere la testa TRA LE NUVOLE

Il prezzo della benzina è salito ALLE STELLE

Avere il morale SOTTO I TACCHI

Cascare DAL PERO

Cadere DALLE NUVOLE

Rinchiudersi in una TORRE D’AVORIO - (La Torre d'Avorio è un luogo immaginario di Fantàsia descritto da Ende nel romanzo La storia infinita. È la dimora dell'Infanta Imperatrice e prende il nome dall'espressione latina turris eburnea -"torre d'avorio". Ossia è una metafora per dire "evitare il confronto diretto con la realtà")

Essere in POLE POSITION

Cadere/Sentirsi IN TRAPPOLA

Essere A CAVALLO

Trovarsi IN MEZZO ALLA TEMPESTA

Scendere DAL PIEDISTALLO

Avere le fette di prosciutto SUGLI OCCHI

Trovarsi TRA SCILLA E CARIDDI - Secoli fa i naviganti erano terrorizzati dall’attraversamento dello Stretto di Messina perché si riteneva che la zona fosse infestata da due creature mitologiche che impedivano il passaggio (Scilla e Cariddi, appunto). Contro queste mostruosità Ulisse perse i suoi uomini più forti. Oggi l'espressione "essere tra Scilla e Cariddi" indica il trovarsi tra due pericoli, rischiando di sfuggirne uno per trovarsi nell'altro.

Sentirsi IN GABBIA

Vivere IN UNA FIABA

Vivere NEL MONDO DELLE FAVOLE

Essere FUORI DAL MONDO

giovedì 26 febbraio 2009

Storia: la Chiesa all'inizio del Cinquecento


Nel corso dei secoli la Chiesa era stata colpita dal fenomeno della corruzione: molti religiosi invece di prendersi cura delle anime dei fedeli si preoccupavano di accumulare ricchezze e potere politico. I cardinali e i vescovi provenivano tutti da importanti famiglie nobiliari, poiché la carriera ecclesiastica era una via sicura per ottenere prestigio e ricchezza.

Il papa non era soltanto il rappresentante di Cristo sulla terra, ma anche il sovrano di uno Stato ricco e potente (lo Stato della Chiesa), che stringeva alleanze o entrava in guerra per difendere i propri interessi. La Chiesa inoltre aveva enormi proprietà terriere all’interno di altri regni, dalle quali ricavava rendite e tasse. In più le popolazioni dovevano pagare delle imposte (le “decime”) per mGrassettoantenere il clero (sacerdoti e monaci).

Lo scontento per questo stato di cose era molto forte tra i fedeli. Anche tra gli ecclesiastici c’era chi pensava che la Chiesa dovesse cambiare e ritornare alla povertà e alla purezza morale delle origini.
Queste voci, tuttavia, rimanevano isolate.



Nell'incisione dell'artista tedesco Lucas Cranach è rappresentato il papa Leone X mentre consegna ai fedeli le indulgenze (uno sconto sulle pene da subire in Purgatorio) in cambio di denaro.

lunedì 16 febbraio 2009

Geografia. Economia della Germania

Economia della Germania


La Germania ha la più grande economia nazionale in Europa, la terza più grande in termini di PIL del mondo.
L'esportazione di prodotti Made in Germany è uno dei principali fattori della ricchezza del paese.
La Germania è fra i maggiori paesi esportatori del mondo.
La maggior parte dell’industria del paese è concentrata nel settore automobilistico, dei macchinari, dei metalli e dei prodotti chimici.
La Germania è il principale produttore di turbine eoliche e impianti solari in tutto il mondo. Importanti fiere internazionali e congressi si svolgono in diverse città tedesche, come Hannover, Francoforte e Berlino.
All’interno delle 500 imprese con maggior reddito a livello globale, 37 sono imprese con sede in Germania.
Marchi noti a livello mondiale sono Mercedes-Benz, BMW, Adidas, Audi, Porsche, Volkswagen e Nivea.
Dopo la riunificazione tedesca nel 1990, lo standard di vita e il reddito annuo continuano a rimanere significativamente più elevati nella ex Germania occidentale.
Il tasso di disoccupazione è costantemente diminuito dal 2005 e ha raggiunto il livello più basso degli ultimi 15 anni nel giugno 2008 con il 7,5%.
La percentuale varia dal 6,2% nella ex Germania occidentale al 12,7% nella ex Germania orientale.

Agricoltura e allevamento
L'agricoltura è molto progredita, con l'uso di macchine e di tecniche modernissime, ma clima e suolo non le sono favorevoli. Molte zone, specialmente le coste dell'Est, sono sabbiose o paludose. I terreni fertili sono ai piedi delle alture centrali e nelle valli dei fiumi, dove però molte aree sono occupate da strutture industriali, viarie e ferroviarie.

La Germania ha il primato nella produzione di patate, prodotto tipico di terre "povere" e cibo nazionale tedesco. Sono alte anche le produzioni di barbabietole da zucchero, di luppolo (pianta usata per aromatizzare la [birra]), di alcune piante da olio come la colza e il girasole che sono usate anche dalle industrie. Fra le altre colture si trovano i cereali (orzo e frumento alla pari, segale e avena), il lino e alcuni ortaggi resistenti al freddo: cavoli e cavolfiori, cipolle, carote.

Più importanti sono gli allevamenti, con 26 milioni di suini e 14 milioni di bovini (specialmente nella regione alpina della Baviera), che forniscono 400 tipi diversi di insaccati, latte, burro e formaggi in quantità.


Estese foreste collinari e montane alimentano le industrie della cellulosa e della carta, ma il patrimonio boschivo è molto danneggiato dalle piogge acide. Il consumo della carta è molto alto perché il Paese ha una forte editoria: pubblica 78.000 titoli l'anno e 10.500 quotidiani e riviste.

Risorse minerarie
La principale produzione mineraria è quella di carbone. Tuttavia la Germania, benché ne sia uno dei maggiori fornitori mondiali, tende di più ad importarlo per non esaurire le risorse interne. Insieme al ferro e in generale ai metalli grezzi, il carbone ha contribuito ai primi sviluppi dell'industria tedesca, specie nelle regioni metallurgiche della Ruhr (Nord Reno-Westfalia) e lungo i porti sul Baltico (Amburgo). Più recente è la scoperta di giacimenti di gas naturale ...

Industria
Già da due secoli la prosperità germanica si fonda sull' industria pesante. Nei bacini della Ruhr e della Saar, la presenza di ricchi giacimenti di carbone fece sorgere le acciaierie e le industrie chimiche accanto alle miniere, e le industrie meccaniche accanto alle acciaierie, creando i Konzerne. Si tratta di enormi complessi che curano ogni fase di lavorazione, dalla materia prima ai prodotti finiti. In tempi recenti si sono sviluppate anche industrie leggere, nei Lander meridionali (Baviera, Baden Wurttemberg) ed orientali (Sassonia, Turingia). L'industria tedesca, dominata sia da multinazionali che da piccole e medie imprese, ha saputo rinnovarsi ed è ancora ai primi posti nel mondo in numerosi settori.
La metallurgia tedesca è la più importante d'Europa (ferro, acciaio, alluminio), ma non meno rilevanti sono le produzioni di automobili (Volkswagen-Audi, BMW, Daimler AG-Mercedes), motociclette, materiale ferroviario ed aeronautico, elettrodomestici, elettronica, telematica (Siemens AG).


In varie città si fabbricano strumenti musicali, specialmente pianoforti, e nell'Est orologi (Turingia) e materiale ottico.

Norimberga è sede principale della produzione di giocattoli.
L'industria chimica tedesca ha grandi tradizioni. Per esigenze di guerra riuscì ad estrarre un carburante liquido dal carbone e a fabbricare gomma sintetica.

Nel settore della chimica fine spiccano il materiale fotografico, i medicinali ed anche prodotti di largo consumo come cosmetici e detersivi (Bayer, BASF, Henkel): fu l'invenzione della semplice aspirina a fornire i capitali per impiantare grandi laboratori di ricerca farmaceutica e fabbricare altri ritrovati.

Molto sviluppata è l'industria alimentare, specie nella produzione di carne (wurstel), prodotti caseari, zucchero, birra, biscotti (Bahlsen), cioccolato (Ritter Sport), caffè (Hag).

Sono presenti anche i settori tessile, dell'abbigliamento (Adidas), del mobile e delle macchine utensili.
In Germania è molto forte la produzione idroelettrica, grazie ai molti fiumi, e si ricorre anche a quella nucleare. Inoltre il Paese produce energia da fonti rinnovabili, con centrali eoliche e solari soprattutto nel Nord-Ovest. La zona orientale ha usato finora le maggiori miniere di lignite d'Europa, ma è un materiale poco calorifico e molto inquinante. Con nuove perforazioni nel bassopiano settentrionale si estraggono petrolio e metano; il fabbisogno nazionale è coperto da importazioni, grazie a una rete di metanodotti e oleodotti che provengono soprattutto dall'Est Europa e dai paesi mediterranei.

Infrastrutture
Con la sua posizione centrale in seno all’Europa, la Germania è un importante nodo nel settore dei trasporti. Ciò si riflette nella sua densa e moderna rete di trasporto. Importante è l'ampia rete autostradale (Autobahn), classifica come la terza più estesa nel mondo e caratterizzata dalla mancanza di limiti di velocità sulla maggior parte del tracciato.
La Germania ha istituito una rete di treni ad alta velocità. L'InterCityExpress o ICE serve prevalentemente le grandi città tedesche e le destinazioni nei paesi vicini. La velocità del treno varia dai 160 km/h ai 300 km/h.




La Germania il quinto più grande consumatore di energia al mondo.
La politica del governo incentiva la conservazione e lo sviluppo delle fonti di energia rinnovabili, come solare, eolica, da biomassa, idroelettrica, geotermica. Come risultato delle misure volte al risparmio energetico, l'efficienza energetica è migliorata dall'inizio degli anni ‘70. Il governo ha fissato l'obiettivo di soddisfare la metà delle richiede energetiche del paese attraverso fonti rinnovabili entro il 2050.




Nel 2000 il governo tedesco ha convenuto una dismissione graduale dalle centrali nucleari entro il 2021. Tuttavia le energie rinnovabili stanno giocando un ruolo modesto della produzione di energia.

domenica 15 febbraio 2009

Geografia. I settori dell'economia

I settori dell'economia

Il settore primario


Il settore primario comprende l’agricoltura, l’allevamento, la pesca e lo sfruttamento delle risorse forestali, tutte attività che praticano la raccolta o la produzione di risorse biologiche, al fine di un loro utilizzo immediato (per esempio la produzione di ortaggi per il consumo alimentare) o per una loro successiva trasformazione.
Sono incluse nel settore primario anche l’estrazione dei minerali e delle risorse energetiche, cioè materie prime che devono necessariamente subire una lavorazione industriale, e per questo motivo alcune statistiche preferiscono trattarle nel settore secondario.



L’ agricoltura è un’attività di primaria importanza, indispensabile per la sopravvivenza degli uomini; tuttavia la distribuzione delle coltivazioni nel mondo è molto irregolare.
Delle attività umane l’agricoltura, con l’allevamento è la più legata ai fattori fisici dell’ambiente: clima, rilievo e suolo agrario. Il clima assume un’importanza determinante per l’agricoltura, in quanto i vegetali per svilupparsi hanno bisogno di calore e di acqua.
In relazione al tipo di clima e di suolo si possono distinguere nel mondo diverse zone agricole, le regioni equatoriali, le regioni tra l’equatore e i tropici, mediterranee, monsoniche, temperate, desertiche e desertiche fredde.
Ci sono vari tipi di agricoltura: estensiva ed intensiva. Nell’ agricoltura intensiva si punta con ogni mezzo a ottenere rese elevate da superfici poco estese. Questo modo di gestire la terra viene praticato soprattutto in Europa e in Estremo Oriente, cioè in regioni agricole e naturali in cui gli spazi sono limitati e la densità di popolazione è elevata. L’ agricoltura estensiva viene invece praticata dove esistono grandi disponibilità di terreno e scarsità di manodopera: in questo caso, grazie alla meccanizzazione spinta, si preferisce puntare a elevate produzioni con alti tassi di produzione pro capite, ma basse rese unitarie. Questa forma di agricoltura è tipica di Paesi che dispongono di vaste superfici, come gli Stati Uniti (agro industrie americane) la Russia e l’Ucraina, e che si limitano per lo più alle produzioni agricole di base: cereali e piante industriali.

L’agricoltura moderna può anche essere definita come commerciale, essendo finalizzata esclusivamente alla vendita di prodotti.
L’ agricoltura commerciale viene praticata principalmente in Europa, dove prevalgono le aziende di piccole e medie dimensioni e nel Nord America, dove invece sono maggiormente diffuse le grandi aziende.
L’ agricoltura di sussistenza si pratica nella fascia intertropicale e come scopo principale ha l’autoconsumo da parte degli stessi produttori.
La bassa produttività non consente di avere eccedenze da vendere, e ciò determina una mancanza di denaro che a sua volta impedisce ogni miglioramento nella produttività agricola.





Per integrare le proprie esigenze nutritive, l’uomo primitivo ricorreva alla caccia. Attualmente vengono privilegiate le attività zootecniche (cioè l’allevamento).
Le specie animali di maggiore importanza economica sono quattro, bovini, ovini, caprini e suini, ma rilevante è pure il ruolo degli equini, dei cammelli e degli animali da cortile. Nelle varie regioni della Terra l’allevamento viene praticato in modi molto differenti, legati non solo alle condizioni ambientali, ma anche al livello di sviluppo economico e alle diverse culture.
Nelle aree a bassa densità demografica, dove sono disponibili grandi superfici libere, si pratica di preferenza l’ allevamento estensivo.
L’ allevamento intensivo è invece tipico delle regioni a elevata densità demografica, come il nord-est degli Stati Uniti e L’Europa centrale




Dopo agricoltura e allevamento, la principale attività primaria è la pesca.
Essa preleva dal mare immensi quantitativi di fauna ittica.
Esiste anche una pesca nelle acque interne, il cui ruolo economico è ridotto. Il suo interesse è soprattutto sul piano qualitativo, sia per il pregio delle varietà pescate, sia per l’elevata richiesta di alcuni sottoprodotti, in primo luogo il costosissimo caviale.
Maggiore è il ruolo dell’ acquacoltura, che fornisce ormai un quarto del pescato mondiale e presenta ritmi di crescita talmente intensi da far prevedere che, tra breve, supererà la pesca.

Le foreste mondiali, estese su meno di un terzo delle terre emerse, forniscono una risorsa di notevole importanza economica, il legno.
A prima vista si tratta di una risorsa rinnovabile, perché la natura provvede costantemente a far crescere gli alberi, ma l’attuale consumo di legname segue ritmi talmente intensi da non dare il tempo alle foreste di ricrescere.
Per questo motivo la deforestazione viene sempre più considerata un rischio di tipo ambientale.
Nei paesi poveri il problema della deforestazione è spesso sottovalutato, passando in secondo piano rispetto all’esigenza di ottenere un vantaggio economici dall’esportazione del legname.
Sotto il profilo qualitativo, le risorse forestali si differenziano in due grandi categorie: il legno duro e il legno tenero.
La produzione mondiale di legno comprende anche la legna da ardere, il cui consumo riguarda circa la metà del quantitativo totale.
Questa forma di utilizzo è minima nei Paesi sviluppati, dove è stata sostituita da altre fonti energetiche, ma nei Paesi scarsamente industrializzati la legna da ardere rappresenta ancora il principale tipo di combustibile, soprattutto a livello domestico.


Il settore secondario




Comprende le attività che servono a trasformare le materie prime in prodotti finiti e nuovi, cioè che non esistono in natura.
Fanno parte di questo settore: l’industria, l’artigianato e l’edilizia, che si occupa della costruzione degli edifici.
Quasi tutti gli oggetti che usiamo (vestiti, attrezzi, automobili, computer, giocattoli…) sono prodotti industriali.

Il settore terziario



Il settore terziario comprende tutte quelle attività che servono a COMMERCIARE, TRASPORTARE o DISTRIBUIRE i prodotti dell' industria e le attività che offrono servizi alle persone.
Nel settore terziario rientrano quindi il COMMERCIO dei prodotti agricoli o industriali e i TRASPORTI delle merci, come anche delle persone.
Le VIE DI COMUNICAZIONE, cioè le strade, le autostrade e le ferrovie, sono importanti per le industrie perchè permettono il trasporto delle materie prime e dei prodotti finiti.
Un' altra attività legata all' industria è la PUBBLICITA'.
Per convincere la gente a comprare i suoi prodotti, ogni industria cerca di pubblicizzarli sui giornali e in televisione.
Tra le attività che offrono servizi alla gente ci sono le scuole, gli ospedali e gli ambulatori medici, le banche, le poste, e poi le palestre, i teatri........
Importanti attività del settore terziario sono poi quelle legate all' INFORMAZIONE, cioè alla diffusione delle notizie attraverso i giornali, i libri, la radio e la televisione. Infine un' attività economica del settore terziario molto importante per l' Italia è il TURISMO.


Settore quaternario


Con questo termine si definisce un particolare ramo delle attività terziarie ( si può' anche chiamare, infatti, TERZIARIO AVANZATO o SUPERIORE ), comprende i più moderni e sofisticati collegati con: l'informatica, la telematica, la robotica, la ricerca scientifica, la consulenza specializzata al servizio delle imprese, le ricerche di mercato.

Geografia. Paesi Bassi: polder e mulini a vento

Paesi Bassi. Polder e mulini a vento




Il territorio delle province occidentali dei Paesi Bassi è tutto sotto il livello del mare. Se non vi fossero opere di protezione, metà del paese sarebbe sott'acqua. Tre quarti della popolazione olandese vive in queste province. Per centinaia di anni il popolo olandese ha lottato contro l'acqua, ed ha vissuto dell'acqua. Si sono arricchiti con i traffici navigando per tutti i mari, hanno usato fiumi e canali per i trasporti, hanno pescato nei laghi, nei fiumi e nel Mare del Nord; ma anche hanno subito inondazioni per lo straripamento dei fiumi e per la rottura di dighe da parte del mare o dei fiumi in piena. Il 31 gennaio 1953 una tempesta potenziata dall'alta marea portò il livello del mare a 4 metri e mezzo sopra la media, le onde ruppero dighe costiere e 145.000 ettari di terreno coltivabile furono inondati, 300.000 abitanti persero la casa e i loro averi, ci furono 1853 morti.I terreni fertili minacciati sono i “polder”, terre situate sotto il livello del mare che sono state prosciugate con ingegnosi procedimenti. Il terreno da ricuperare viene circondato da una diga e da una canale a livello superiore a quello del mare e l'acqua che copre le terre viene pompata in questo canale per essere poi fatta defluire a mare. Nel polder prosciugato vi sono canali che inquadrano i campi ed il cui livello viene controllato perché sia mantenuto costante. Questo lavoro di pompaggio è continuo, poiché dalle dighe l'acqua filtra attraverso il terreno. Le coltivazioni di tulipani, una delle grandi risorse agricole dei polder, è critica ed il livello della falda ha una tolleranza di cinque centimetri: se è superiore le piantine marciscono, se inferiore si seccano. Il paesaggio olandese era caratterizzato dai mulini a vento. Ora ce ne sono ancora, ma sono meno frequenti. Ho sempre pensato che i mulini servissero per macinare, generalmente cereali. Non mi sono mai chiesto quanti cereali dovessero macinare in Olanda, per avere tutti quei mulini a vento. Dopo l’infanzia si perde l’abitudine di chiedere perché a proposito di ogni fenomeno, e questa scoperta è stata per me un po’ imbarazzante. A proposito dei polder ho poi saputo che i mulini a vento servivano per togliere l’acqua e mandarla a mare. La pompa azionata dai mulini a vento era una ruota a pale che riusciva a sollevare l’acqua per un dislivello massimo di un metro e mezzo; si doveva così mettere più mulini in serie per sollevare l’acqua a dislivelli superiori, e spesso erano serie di tre mulini.Nell’ottocento si installarono delle stazioni di pompaggio a vapore, di grande potenza e di grande consumo di combustibile. Il combustibile! L’ingegnere che mi illustrò il funzionamento di una di queste gigantesche macchine a vapore mi disse che questa vocazione a strappare terre coltivabili all’acqua era un prezzo che gli olandesi pagavano per la imprevidenza dei loro antenati. Infatti molto terreno olandese era formato da torbiere, e gli antichi estraevano torba quale combustibile. Sembra che esagerassero e là dove prima c’era torba si infiltrò l’acqua e formò laghi. Che fu poi necessario prosciugare facendo polder. La storia è finita bene, a prezzo di grandi fatiche, poiché la terra è stata ricuperata e la torba esaurita è stata sostituita dal carbone e infine dagli idrocarburi liquidi e gassosi. Ma si tratta pur sempre di fonti non rinnovabili di energia, e la terra, senza il costante pompaggio, sarebbe nuovamente coperta dalle acque.Se si vedono queste immense e coerenti opere di ingegneria idraulica, le dune e le dighe a protezione dalle furie del mare, i canali, le chiuse, le barriere mobili, i ponti, si resta ammirati da un piccolo popolo che si sa amministrare con fermezza, coerenza e efficienza. Certo tutto questo impegno comporta dei costi, ed infatti la vita è più cara in Olanda rispetto ad altri paesi della Unione Europea, penso anche per questa ragione. Ma è stato considerato a livello governativo un piano che, tenendo conto delle norme agricole europee, della sovrapproduzione orticola e floreale, della criticità di inquinamento anche dovuto agli allevamenti suini, tenda a fare tornare allo stato naturale (foreste, laghi, paludi) un decimo delle terre coltivate.